Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

Indice 2001


The obesity-hypoventilation syndrom revisited: a prospective study of 34 consecutive cases
Roman Kessler et al - Service de Pneumologie-Hospital de Hautepierre-Strasbourg-Francia
CHEST 2001 ;120 :369-376
 
 
L'obesità ha numerosi effetti negativi sulla funzione respiratoria, provocando spesso una cronica difficoltà respiratoria. Spesso è presente apnea notturna. Sono stati considerati 32 pazienti con ipoventilazione, confrontati con 220 soggetti che presentavano apnea notturna. In questo studio è stato verificato il potenziale overlapping di tali situazioni cliniche, verificandone la corrispondenza. 23 su 32 pazienti con sindrome obesità-ipoventilazione presentano apnea notturna. I pazienti con la sindrome ipoventilatoria presentano pO2 media di 59+7 mmHg, quelli con apnea notturna 75+10 mmHg, quelli con la sovrapposizione delle due condizioni 66+10 mmHg. L'ipertensione polmonare è stata registrata con maggior frequenza nei paziente ipoventilanti(58%) contro il 9% dei pazienti con apnea notturna. I due gruppi di pazienti hanno spesso condizioni associate; i pazienti con ipoventilazione sono piu' anziani di quelli con apnea. Essi hanno situazione da lieve a severa di pneumopatia restrittiva, e in tutte le condizioni sono dimostrate alterazione del livello di O2 e tendenza all'ipertensione polmonare. è frequente l'associazione delle due condizioni, ma la presenza di alcuni pazienti non sovrapponibili farebbe pensare a due situazioni autonome.

Commento: Davanti a un paziente obeso l'atteggiamento del medico deve essere di estrema attenzione nei confronti non solo del problema metabolico e cardiocircolatorio, ma anche  di quello semplicemente respiratorio, nel senso di possibili alterazioni ipoventilatorie e ipossiemiche. Va indagata anche, tramite l'anamnesi e il colloquio con i familiari, la possibilità di condizioni di apnea notturna, con il loro potenzianziale effetto di disagio nel sonno e di rischio di dipnea notturna. Questo lavoro conferma anche una ipossiemia cronica in entrambe le situazioni, foriera di effetti metabolici generali assai negativi.