Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

Indice 2002


Tumor size predicts survival in lung cancer patients given radiation
Bradley MD-Washinghton School of Medicine ,St.Louis,Missure
Journal of Radiation Oncology,Biology and Physics,Jan 2002
 
E' noto che le dimensioni della massa neoplastica sono espressione di una probabile efficacia della terapia radiante. Questo studio, eseguito su pazienti trattati con una tecnica radiante tridimensionale, per minimizzare il danno sul tessuto sano circostante, cerca di misurare con esattezza il risultato, verificando inoltre se il tumore ha interessato linfonodi o altri tessuti. La comune stadiazione puo' essere utile per l'avvio del paziente alla chirurgia, ma per un paziente oncologico polmonare, il tradizionale schema puo' non essere sufficiente alla devisione. Questo tipo di definizione puo' risultare assai piu' efficace. Lo studio retrospettivo su  207pazienti con eta' media di 66 ani,in trattamento per cancri polmonari non operabili, presenta dunque i risultati della terapia con 3D-CRT, cioe' della radioterapia a definizione tridimensionale. Tra i fattori considerati per una corretta valutazione, ci sono eta', sesso, razza,stadio della neoplasia,tipo istologico, dose di radiazione somministrata, eventuale chemioterapia, e le dimensioni del tumore tramite TAC 3D,  e l'eventuale presenza di linfonodi. All'analisi finale dei dati, il fattore piu' importante e' risultata la dimensione del tumore. Il tasso di sopravvivenza dei 207 casi fu del 59% dopo 1 anno e del 41% dopo 2 anni. I pazienti con tumore piu' piccolo (<3 cm3) ebbero risultati molto migliori di quelli con tumore piu' grande: 68% a 1 anno, 61% a 2 anni, mentre il 44% dei tumori >3cm3 sopravvisse a 1 anno e 25% a 2 anni. Molti  pazienti soffrivano di altre patologie come cardiopatie,pneumopatie e diabete. Tra questi la sopravvivenza fu del 78% a 1 o  anni nei piccoli tumori, fu del 51% al 1¡ anno e del 29% al 2¡anno per i tumori piu' grandi. Cio'suggerisce che la 3D-CRT puo' essere usata nei pazienti anche con tumori piccoli, ma dove la chirurgia puo' essere un azzardo, per l'eta' o per patologie croniche concomitanti. Ma essa e' nche utile nei tumori piu' grandi, perche' e' possibile usare dosaggi piu' bassi e piu' mirati di radiazioni, ottenendo risultati migliori e disagi minori.
 
Commento: Anche se la radioterapia non e' sotto il controllo diretto del MDF, e' importante sapere che esiste una tecnica che può dare grandi benefici ai nostri pazienti, senza eccessivi danni cutanei o disagi organici.