
Le
Newsletters pneumologiche
a
cura del Dott. Franco Carnesalli
Indice
2002
Tabacco
industry knowing duped public with "low tar" brands
Caroline White-London
BMJ 2002;324:633(16 march)
E' ormai tendenza di tutte le industrie del tabacco predisporre sigarette
a basso tasso di nicotina, come alternativa "salutare" al
fatto di essere coscienti di distribuire un prodotto riconosciuto
come pericoloso. Ricerche pubblicate su Tobacco control tentano di
dimostrare e di rassicurare i fumatori che "low tar" significa
meno rischio e che quindi non e' necessario smettere. Philip Morris
spese 45 milioni di dollari per propagandare MERIT "low tar"
e 10 anni piu' tardi produsse la versione Ultra Light. Brown &
Williamson introdusse la Barclays 99% tar free, ma prove eseguite
dalla Federal Trade Commission dimostrarono che non corrispondeva
al risultato pratico. A fronte di "prive di catrame", esse
risultavano in realta' a 20, 30, 40 mg o piu' di catrame, quando fumate
dal cliente. Furono anche coinvolti esperti di commissioni pubbliche
per dimostrare cio'. Cio' non ostante, la difformita' dei messaggi
ha comunicato la sensazione che le sigarette a basso contenuto di
catrame fossero veramente piu' sicure, forse perche' faceva comodo
crederlo. Per ora queste strategie di mercato e di marketing, appoggiate
da dimostrazioni sperimentali discutibili e da testimonianze di personaggi
pubblici di spicco, ha sortito il suo effetto di far passare la sensazione
di basso consumo e di "leggerezza". E' comunque evidente
l'atteggiamento cinico di tali comunicazioni. Come negli Stati Uniti,
cosi' in Europa, l'industria del tabacco sta sfidando disposizioni
ben precise, soprattutto contravvenendo a una precisa norma della
Comunita' Europea che proibisce di usare i termini "light"
e "low tar" sui pacchetti di sigarette.
Commento:
Quando il MDF deve tentare di convincere un paziente di smettere di
fumare sa di affrontare un compito improbo, nonostante i vituperati
incentivi economici promessi. Ha a che fare con una comunicazione
pubblicitaria e non dove il fumo e' una attivita' normale
della vita, come bere, mangiare, camminare. E' di questi giorni la
notizia della condanna alla Philip Morris di una notevole cifra di
risarcimento a un paziente gravemente danneggiato da sigarette "low
tar", che tali non sono state riconosciute, ne' tanto meno "light".
Inoltre il MDF incontra un fumatore che spesso non vuole smettere,
perche' il fumo e' parte integrante della sua personalita',
della sua psicologia, della sua biochimica, e questi aspetti della
sua vita sono assai difficili da modificare, nonostante la multidisciplinarieta'
dell'approccio proposto. Comunque tocca in primo luogo a noi!