Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

Indice 2002


Effectiveness of pharmacist care for patients with reactive airways diseases
JAMA Oct 2,2002-Vol 288:N°13
Weimberger e coll-North Carolina University-Chapel Hill
 
Il gruppo di Chapel Hill, per verificare il ruolo e l'influenza del farmacista nella conduzione ed efficacia delle terapie pneumologiche, ai fini di una piu' corretta compliance del paziente e di un minor ricorso alle strutture sanitarie, soprattutto quelle dell'emergenza, ha disegnato un protocollo di studio apposito per una ricerca sul campo.
Sono stati selezionati,tramite lettera, oltre 14000 pazienti pneumopatici, tra i quali, dopo varie scremature, sono stati eletti 1113 soggetti, di cui 453 bronchitici cronici e 660 asmatici. Un primo gruppo si controllava usando il peakflow-meter e presso uno specialista, il secondo gruppo con strumento e consiglio del farmacista, il terzo solo con controllo clinico.
Dopo 12 mesi i pazienti consigliati dal farmacista hanno mostrato migliori valori, rispetto a quelli con controllo clinico tradizionale, ma non rispetto a quelli controllati con strumento e specialista.I pazienti asmatici in particolare hanno avuto piu' crisi di quelli controllati in modo tradizionale.La soddisfazione dei pazienti e' stata superiore in quelli controllati dal farmacista.
Gli autori ammettono alcuni limiti nel loro lavoro e presentano conclusioni piu' intuitive che reali, infatti per esempio emerge che non diminuiscono in realta' le visite e gli accessi al pronto soccorso, obbiettivo che era quello realmente atteso.
 
Commento: Visto il proliferare di siti con "visita telematica", visto l'aumento di centri dove individui senza titolo o preparazione specifica offrono prestazioni al limite del terapeutico, visti poi i numerosi accertamenti che possono essere eseguiti presso le farmacie, esami di laboratorio,elettrocardiogrammi,spirometrie, diete e quant'altro, lasciati poi alla libera interpretazione e gestione del paziente, si potrebbe anche parlare di "allarme rosso".
I numerosi strali lanciati contro i Medici di Famiglia e non, accompagnati da questa banalizzazione della medicina, farebbero pensare che questo professionista sia diventato inutile, scegliendo giustamente il paziente dove e da chi farsi curare.
Nessuno nega il valore divulgativo e informativo delle farmacie, dove spesso il soggetto chiacchiera e scambia opinioni, ricevendo nozioni spicce di terapia, mentre spesso il contatto con il Medico e' piu' rapido se non frettoloso, talora impersonale. E qui sta il problema e la soluzione: occorre dedicare piu' tempo all'ascolto, alla spiegazione e ai consigli ai pazienti, perche' solo cosi' le nostre indubbie superiori capacita' e conoscenze possono offrire reale supporto ai nostri assistiti, e riacquistiamo il nostro centrale ruolo professionale.