Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

2003


Inhaled short acting beta2agonist use in COPD and the risk of acute miocardial infarction
Suissa S,Assimes T, Ernst P-THORAX 2003;58:43-46
Montreal-Canada

 
Gli autori verificano l'ipotesi ventilata da precedenti studi che l'uso di beta2sgonisti usati nella BPCO possa aumentare il rischio di infarto miocardico.
Verificando il database del servizio sanitario canadese del Saskatchewn che raccoglie la diagnosi dei pazienti assistiti, sono stati considerati i bronchitici cronici con un'etàsuperiore ai 55 anni, seguiti dal 1980 al 1997.
I 12090 soggetti selezionati comprendono 1127 casi di IMA fatale o non fatale.
L'incidenza corretta per l'uso costante di beta2agonisti è di 1.122(95% di intervallo di confidenza) e per l'uso iniziale di essi è di 1.02. Non c'è quindi rischio significativo di infarto, neppure quando si considerano soggetti con rischio già presente di IMA, per esempio diabetici e ipertesi.
In conclusione non c'è rischio di infarto in soggetti bronchitici cronici in terapia con beta2agonisti.

Commento:
Credo che anche nella nostra pratica quotidiana possiamo intuitivamente verificare l'assenza di tale correlazione.
Questo lavoro conferma però che la nostra intuizione è confermata e che possiamo agire con sufficiente tranquillità anche a dosaggi terapetici massimali.