Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

2003


Treatment of systemic hypertension in patients with pulmonary disease COPD and Asthma
Dart R,Gollub S,Lazar J and coll-CHEST/Vol 123 No 1/January 2003
Kansas University-Kansas City-USA

In questo Report gli autori presentano una revisione della letteratura disponibile a proposito della terapia ipotensiva nei broncopneumopatici, soprattutto BPCO e asma.Vengono prese in esame le indicazioni e controindicazioni delle varie classi di farmaci ipotensivi, diuretici,calcioantagonisti,ACE inibitori, anti ATII agonisti,beta-bloccanti e alfa-betalitici olttre ad altre classi. E' stato esaminato il meccanismo renina-angiotensina-aldosterone e come l'inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina può indurre tosse, specialmente nei pazienti con pneunopatia e cardiopatia congestizia.

RACCOMANDAZIONI FINALI:

  • DIURETICI:non esistono studi specifici sull'uso di questi farmaci in pneumologia, perciò sarebbe meglio scegliere altre alternative (livello B2-C)
  • CALCIOANTAGONISTI:non vi sono studi specifici sull'argomento. Sembra, da molti studi, esistere una modesta diminuzione della reattività bronchiale con questo tipo di farmaci (livello B2)
  • ACE INIBITORI: la tosse associata all'uso di questi farmaci nel paziente respiratorio rappresenta un problema medio-grave. Ciò può inoltre rendere poco gradito e compliante il loro uso (livello C).
    La frequenza di tale effetto sembra andare dal 10 al 20% (livello A2,B1).
  • ANTI ATII AGONISTI:il loro uso è consigliabile quando gli ACEinibitori sono associati alla presenza di tosse in questi pazienti (livello C).
  • BETABLOCCANTI: essi aumentano le resistenze delle vie aeree e non dovrebberoessere somministrati a pazienti con asma o altre malattie delle vie aeree.
    Solo in casi molto selezionati essi possono essere presi in considerazione, (livello B1-C). I beta bloccanti selettivi sembrano avere meno effetti negativi sulle vie respiratorie, per cui in alcuni casi limitati, il loro uso è possibile, se associato a broncodilatatori. Ad alte dosi l'effetto cardioselettivo va perduto (livello B1-C).
  • ALFABETABLOCCANTI: queste molecole, con alle spalle studi ben disegnati, in doppio cieco, randomizzati di controllo, sembrerebbero essere consigliate (livello A2). L'alfa blocco infatti sembra annullare l'effetto negativo beta1bloccante.

Commento: Nulla di nuovo sotto il sole. Da anni sono note le limitazioni rappresentate da alcune terapie ipotensive. Le nuove molecole di varie classi,o l'uso assai attento e protetto da bronco dilatatori delle vecchie, permette comunque un buon approccio al problema ipertensione. Comunque è consigliabile porre molta attenzione al tipo di paziente considerato, come già è necessario per altre patologie (diabete, iperuricemia, insuff. venosa, ecc.).