Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

2003


Pulmonary infiltrates in patients receiving long-term glucocorticoid treatment
Agusti C, Rano A, Filella X e coll-Universitat de Barcelona-Spain
CHEST Vol 123/No 2/February 2003

 

Il trattamento con steroidi altera il meccanismo di difesa immunoregolarore e può perciò favorire l'insorgenza di differenti infezioni respiratorie.
In questo studio sono stati considerati 33 pazienti in terapia con prednisone a lungo termine, al dosaggio di almeno 30 mg/die, e sono stati cercati i fattori prognostici e i segni di infiltrazione polmonare infiammatoria.
L'Aspergillus spp (n=9,31%) e Staphylococcus spp(n=6,21%) sono stati gli genti causali più frequenti. La diagnosi è stata eseguita mediante broncoscopia. La mortalità del 45% è stata dovuta all'età avanzata (>65 anni), interessamento radiologico bilaterale dei polmoni, ritardo diagnostico, trattamento empirico inappropriato e necessità di respirazione assistita. In questi casi di infezione sono stati rilevati alti livelli di citochine come TNF e IL-6 nel siero e nel BAL.
Tali rilevazioni non sono state eseguite in pazienti con infezione , ma senza terapia steroidea o con terapia per breve tempo.
Quindi miceti e stafilococchi sono spesso presenti come sovrinfezione in terapia steroidea per os di lunga durata, e sono associati con ridotta risposta immunitaria locale.

Commento: Se ce ne fosse stato ancora bisogno, questo lavoro conferma che , se possibile, la terapia steroidea per os va evitata, se non nei periodi di massima riacutizzazione, passando, appena la situazione clinica lo permette, alla terapia inalatoria.
La mia personale impressione è che, per ciò che riguarda la nostra pratica clinica, i pazienti in terapia steroidea sono rari, e quindi, dal nostro punto di vista, è più importante verificare, se mai, l'influenza negativa, per ora smentita, della terapia steroidea per inalazione.
Nonostante l'autorevolezza della rivista, la situazione è di poca rilevanza clinica pratica, e conferma,
in modo poco più preciso ciò che già si sapeva sull'effetto inibitorio immunologico del cortisone.