Il
trattamento con steroidi altera il meccanismo di difesa immunoregolarore
e può perciò favorire l'insorgenza di differenti infezioni respiratorie.
In questo studio sono stati considerati 33 pazienti in terapia con
prednisone a lungo termine, al dosaggio di almeno 30 mg/die, e sono
stati cercati i fattori prognostici e i segni di infiltrazione polmonare
infiammatoria.
L'Aspergillus spp (n=9,31%) e Staphylococcus spp(n=6,21%) sono stati
gli genti causali più frequenti. La diagnosi è stata eseguita
mediante broncoscopia. La mortalità del 45% è stata
dovuta all'età avanzata (>65 anni), interessamento radiologico
bilaterale dei polmoni, ritardo diagnostico, trattamento empirico
inappropriato e necessità di respirazione assistita. In questi
casi di infezione sono stati rilevati alti livelli di citochine come
TNF e IL-6 nel siero e nel BAL.
Tali rilevazioni non sono state eseguite in pazienti con infezione
, ma senza terapia steroidea o con terapia per breve tempo.
Quindi miceti e stafilococchi sono spesso presenti come sovrinfezione
in terapia steroidea per os di lunga durata, e sono associati con
ridotta risposta immunitaria locale.
Commento:
Se
ce ne fosse stato ancora bisogno, questo lavoro conferma che , se
possibile, la terapia steroidea per os va evitata, se non nei periodi
di massima riacutizzazione, passando, appena la
situazione clinica lo permette, alla terapia inalatoria.
La mia personale impressione è che, per ciò che riguarda la nostra
pratica clinica, i pazienti in terapia steroidea sono rari, e quindi,
dal nostro punto di vista, è più importante verificare, se mai,
l'influenza negativa, per ora smentita, della terapia steroidea per
inalazione.
Nonostante l'autorevolezza della rivista, la situazione è di poca
rilevanza clinica pratica, e conferma,
in modo poco più preciso ciò che già si sapeva sull'effetto inibitorio
immunologico del cortisone.