The
6-min walk test: a quick measure of functional status in elderly adults
Enright P,McBurnie MA,Bittner
V e coll-Universiti of Alabama-Birmingham-USA
CHEST Vol 123/No 2/February 2003
Finora
è stato in uso il test del cammino della durata di 12 minuti
per valutare la funzione respiratoria e cardiovascolare dei pazienti
cardiopatici e pneumopatici. E' un test a basso costo, di facile esecuzione;
non essendo necessaria strumentazione particolare e ben accetto da
ogni paziente. Soprattutto ha dimostrato una stretta correlazione
con test più complessi, che non possono essere eseguiti come
screening o controllo su una vasta popolazione.
Gli autori di questo studio si sono posti l'obbiettivo di dimostare
che anche un test del cammino di 6 soli minuti presenta la medesima
affidabilità. In realtà lo studio è stato condotto
su soggetti scelti in un numero iniziale di 5201 partecipanti, rimasti
poi in 2281, di età superiore ai 68 anni e comunque in grado
per le loro condizioni cliniche buone o discrete di eseguire tale
test.I soggetti erano prevalentemente cardiopatici, spesso con altre
patologie respiratorie, renali, metaboliche.
I sani hanno percorso più di 400 metri in 6 minuti, mentre
i non sani solo 367 metri.
Il test ha comunque dimostrato di essere sensibile ai segni clinici
di cardiopatia o pnemopatia, anche se meno del comune test del cammino
di 12 minuti, richiedendo per una miglior definizione diagnostico-funzionale
la determinazione almeno del consumo di O2 e degli scambi gassoso.
L'aspetto più positivo è la brevità e quindi
la miglior sopportazione e la più facile esecuzione.
Commento:
Dal
punto di vista strettamente speculativo lo studio non ha dimostrato
con facilità ciò che si proponeva, infatti la sono molti i distinguo
e le limitazioni alla sensibilità. Anche un editoriale sullo stesso
numero della rivista muove discrete critiche al lavoro.
Approfitto di questo apparentemente poco significativo messaggio per
ricordare che nella nostra pratica clinica quotidiana potremmo facilmente
utilizzare questa metodica, con lo scopo minimo di dimostrare il livello
di resistenza allo sforzo nei nostri pazienti cardiopatici o pneumopatici;
meglio sarebbe se l'esame potesse essere seguito da una ossimetria,
da una misurazione del peack flow, meglio ancora da una spirometria,
o molto più banalmente dal rilevamento della PA e della frequenza
cardiaca e respiratoria.