Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

2003


Detecting chronic obstructive pulmonary disease using peak flow rate: cross sectional survey
Jackson H, Hubbard R-Nottingham City Hospital, UK-BMJ 2003;327:653-654

La British Thoracic Society raccomanda la spirometria, e non il peak flow meter per la diagnosi di pazienti con BPCO. Ma il MMG ha piu' consuetudine con il peak flow. Utile dunque questo lavoro di comparazione tra le due tecniche nell'uso ambulatoriale.
Sono stati selezionati 3874 pazienti con sintomi e fattori di rischio per BPCO.
E' stato stabilito un limite del 80% di peak flow per l'anormalita', con suddivisione di pazienti lievi tra il 60 e l'80%, moderato tra il 40 e il 60% e severo a meno del 40%.
I pazienti individuati sono stati 265 , di cui 145 maschi con eta' media di 65 anni.
Di questi 235 hanno un peak flow meno dell'80%, che costituiscono il 91% del totale.
Da questi dati si deduce che il metodo ha una elevata specificita', anche perche' individua quei fumatori e portatori di ostruzione che sfuggono a una definizione precisa.

Commento: E' gia' noto l'uso del peak flow per il follow up di pazienti asmatici in terapia. Utile sapere che la tecnica, pur se estremamemte semplice, puo' costituire un metodo di individuazione di soggetti etichettabili come bronchitici cronici o affetti da broncostruzione infiammatoria da avviare a una piu' dettagliata definizione
diagnostica. Evidente il basso costo e la semplice tecnica da applicare.
Un workshop al prossimo Congresso di Cardiopneumologia a Bari, organizzato da AIMEF, puntera' proprio sull'uso di semplici (e meno semplici) metodiche diagnostiche applicabili nei nostri studi.