Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

2004


Long-acting bronchodilatators are the first-choice option for the treatment of stable COPD
Cazzola M.- Matera MG-Napoli
CHEST 2004;125:9-11 

Una notevole mole di evidenze sostiene il ruolo dei beta-agonisti long-acting nel trattamento della COPD. Quando la monoterapia non fosse sufficiente, risulterebbe utile associare un antimuscarinico.
Il tiotropio è un nuovo farmaco antimuscarinico indicato in questi casi, le cui caratteristiche distintive sono la lunga durata d'azione, per il più forte legame con i recettori M1 e M3. E questo è ciò che finora ha ispirato le linee guida GOLD, rinnovate a novembre 2003.
Nonostante le diverse opinioni di alcuni autori e dell'European Committee for Proprietary Medicinal Products, altri lavori in numero crescente(vedi Newsletter IV trim 2004) hanno indotto la FDA a autorizzare l'uso dell'associazione salmeterolo-fluticasone nella COPD e nel 2004 tale parere è stato, come previsto, accolto anche dal nostro Ministero della Salute, che ha permesso l'inserimento dell'indicazione sul foglietto illustrativo di queste associazioni.
Le idee della comunità pneumologica internazionale non sono ancora comunque molto chiare e univoche.
L'elevato costo di questi farmaci induce qualcuno alla critica, anche se il costo di una sola giornata di ricovero giustifica l'uso anche solo sintomatico di queste associazioni, visto che comunque ancora nessuno di questi schemi terapeutici ha assicurato una riduzione della mortalità. In conclusione è opinione degli autori dell'editoriale che la definizione del miglior schema terapeutico possibile non è ancora stata precisata.
Occorrono (soliti) numerosi studi ampi e di lungo termine per la formulazione di algoritmi esaurienti.
A tutt'oggi la comunità scientifica può solo affermare che i beta2agonisti long-acting sono i farmaci di prima scelta per la COPD.
I nuovi schemi possono solo permetterci di tentare nuovi e più efficaci approcci terapeutici in questa patologia che pur èstata trascurata e mal curata per molti anni.

Commento: Mi verrebbe da dire: macchine indietro tutta!
Dopo le ultime presentazioni di lavori a favore del tiatropio e dell'associazione fissa ICS e beta2-long-acting, ci stavamo apprestando a rivedere la nostra casistica di bronchitici cronici e la loro terapia alla luce delle nuove acquisizioni. Questo editoriale, accettato e pubblicato su una rivista così prestigiosa, sembrerebbe rimettere tutto in discussione.
Sarei d'accordo che forse i lavori hanno dimostrato un miglioramento teraputico con attenuazione della sintomatologia, e che quindi siamo "autorizzati" a usare questi schemi. Ovviamente è opportuno non applicarli in modo rigido e automatico, come del resto concludono gli autori, tenendo sempre d'occhio l'aspetto economico e soprattutto il reale impatto sulla qualità di vita del paziente: non sempre sarebbe giustificato trattarlo con terapie complesse con due o tre farmaci, puntando al miglioramento di pochi punti di FEV1.