Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

2005


Phosphodiesterase-4 inhibitors for asthma and chronic obstructive pulmonary disease
Lipworth BJ - Lancet 2005 Jan;365(9454):167-75

Gli inibitori della fosfodiesterasi tipo 4 (PDE4) aumentano il livello cellulare dell'AMP ciclico, che ha vari effetti recettoriali di tipo antinfiammatorio, attivati nell'asma e nella BPCO.
La logica terapeutica per gli inibitori PDE4 si pensa sia determinata dalla selettivita' sui recettori PDE4B (antinfiammatori) e PDE4D (  ).
I due principali inibitori della fosfodiesterasi presenti ormai in fase III sono il cilomilast e il roflumilast. Quest'ultimo, e il metabolita attivo ossidato, e' assai selettivo e potente.
Gli studi sul cilomilast hanno dimostrato che due somministazioni quotidiane di 15 mg di cilomilast o 500 ug di roflumilast al di' migliorano l'andamento clinico e le riacutizzazioni, e nettamente la qualita'di vita, anche se non modificano la funzione respiratoria.
Il roflumilast ha una migliore tollerabilita' e sicurezza , con effetti collaterali rari e rappresentati soprattutto da nausea, diarrea e dolore addominale. Roflumilast agisce anche nell'asma, con attenuazione delle manifestazione allergiche e della dispnea, e la sua azione e' paragonabile a 400 mug al di' di beclometasone dipropionato.La presentazione di queste molecole stimola un cauto ottimismo, anche se occorrono maggiori dimostrazioni del loro ruolo di antinfiammatori non steroidei e il loro posto nelle linee guida. Per ultimo, occorre dimostrare la superiorita' di queste molecole nei confronti della teofillina, tradizionale inibitore non selettivo della fosfodiesterasi.


Commento:
Attendiamo questi farmaci nei confronti della teofillina, come attendevamo il tiatropio nei
confronti dell'ipatropio.
Quasi certamente sara' un miglioramento quali-quantitativo, anche se sara' tutta da dimostrare la reale utilita' di questi nuovi farmaci.Probabilmente torneremo a usarli, quando ora ci siamo dimenticati della teofillina.
E probabilmente sara' una ulteriore arma per migliorare il controllo delle riacutizzazioni della BPCO e tendere al controllo "completo" dell'asma.
Sicuramente torneremo a usare terapia orale dopo la sbornia di inalatori e la parziale delusione degli antileucotrienici.