Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

2005



The ebb and flow of asthma
Mommers e coll - Thorax 2005;60:87-88


Senza aver completamente compreso i motivi della crescita di prevalenza dell'asma negli ultimi decenni del ventesimo secolo, siamo ora a dover spiegare un apparente calo di tale valore.
Come si e' notato l'aumento di incidenza, spesso valutato con metodi statisticamente non inoppugnabili, e soprattutto con una maggior attenzione alla ipererattivita' bronchiale, precedentemente non valutata, cosi' si e' verificato un netto utilizzo di farmaci broncodilatatori.
Durante il solo 2004 sono stati presentati numerosi studi che hanno dimostrato una diminuzione di incidenza, studi svolti in diverse popolazioni e in diversi stati.
Anche l'importanza dei fattori ambientali e casalinghi correlati all'asma non sembra aver spiegato l'aumento degli anni '90, ma non spiegano neppure la diminuzione dei primi anni 2000.
Nel lavoro di Mommers e coll, pubblicato su questo numero di Thorax, gli autori riportano degli studi svolti in Olanda dall'89 al 2001 sulla clinica e terapia dell'asma nel bambino.
In questi studi si dimostra il trend negativo dell'incidenza di asma, piu' significativo nei maschi che nelle femmine, e incrementato nelle seconda meta' del periodo (dal '97 al 2001). Non sembra pero' diminuito il consumo di farmaci, anche se il dato non e' significativo.
Gli autori suggeriscono, per spiegare questo apparente paradosso,  che l'aumento dell'uso di fare il suo piu' precoce inizio hanno indotto un miglior controllo dell'asma e dei suoi sintomi piu' vistosi, mentre sono stati etichettati come asmatici meno soggetti, a causa della esiguita' della sintomatologia. Un lavoro australiano sembra ipotizzare addirittura che non c'e' stata una variazione di prevalenza, e che cio' si spiega con un piu' attento e preciso uso dei criteri diagnostici negli ultimi anni.
La provenienza da vari paesi di questi studi sembrerebbe rendere attendibili i dati e le conclusioni, ma fa anche pensare a una differente strategia nel condurre gli studi. I piu' accurati studi sono quelli condotti, come parte di uno studio multicentrico in doppio cieco, secondo l'International Study of Asthma and Allergies in Childhood (ISAAC) e secondo l'European Community Respiratory Health Survey (ECRHS).


Commento:
Sembra che , per ora, sia solo un'ipotesi non confortata da dati certi. Occorreranno sicuramente ulteriori conferme.
L'asma sembra proprio in diminuzione. Che sia una diagnosi piu' accurata, o una diminuzione reale, o una miglior prevenzione ambientale e/o terapeutica, attendiamo che tale trend venga meglio studiato.
Certamente, essendo molto aumentata l'attenzione di specialisti e Medici di Famiglia nei confronti dell'asma, senza dimenticare la maggior conoscenza del problema da parte dei pazienti.
Non ultimo e' il lavoro piu' o meno propagandistico da parte delle aziende farmaceutiche, che da una parte sottolineano la patologia, e dall'altra forniscono terapie che si dimostrano sempre piu' efficaci.
Quello che e' certo e' che non si deve abbassare la guardia: se diminuzione c'e' stata, ben venga.
Che sia il miglioramento delle condizioni di vita, o la potenza delle terapie, o la precisione maggiore nella diagnosi, occorre comunque perseguire una corretta informazione dei pazienti, e una attenta individuazione dei soggetti atopici o con equivalenti asmatici. Oltre naturalmente a curare correttamente i pazienti gia' inquadrati, per evitare il rimodellamento della parete bronchiale e il deterioramento della funzione respiratoria.