Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

2006


Womenšs Susceptibility to Tobacco Carcinogens and Survival After Diagnosis of Lung Cancer
International Early Lung Cancer Action Program Investigators*
JAMA. 2006;296:180-184 www.jama.com

Eš stato ipotizzato che le donne siano pių suscettibili alle sostanze cancerogene di tabacco che gli uomini, ma dopo la diagnosi di cancro al polmone, hanno tassi di sopravvivenza migliori degli uomini. L'obbiettivo della ricerca eš quello di valutare il rischio di cancro al polmone di donne che fumano e la loro sopravvivenza dopo la diagnosi di cancro al polmone, la considerazione di altri indicatori prognostici e il paragone con uomini dellastessa etā fumatori. Un totale di 7498 donne e 9427 uomini sono stato selezionati, tutti asintomatici, di almeno 40 anni, e con storia di fumo di sigaretta. Lšend point ricercato, paragonando donne a uomini, eš il rapporto di probabilitā di prevalenza per cancro al polmone (considerando etā e fumo) ed il rapporto di rischio considerando i decessi per cancro al polmone (storia di fumo, andamento di malattia, tipo di cellularitaš, esiti della resezione). Il cancro al polmone č stato diagnosticato in 156 donne e 113 uomini ( tasso di 2,1% e 1,2%, rispettivamente). Il tasso di uomini paragonati alle donne era 1,9 (95% intervallo di fiducia [CI], 1.5-2.5). Il rischio di risultato fatale negli uomini in paragone alle donne con cancro al polmone era 0,48 (95% CI, 0.25-0.89). Le donne appaiono avere una maggiore vulnerabilitā alle sostanze cancerogene del tabacco, ma ha un tasso pių basso di esito fatale di cancro al polmone paragonato con gli uomini.

Commento: Eš lšennesima differenza tra sesso maschile e femminile. Lšaumentato uso di fumo nelle donne ,che ha raggiunto percentualmente quasi quello degli uomini, ha ovviamente aumentato il rischio di patologie respiratorie e anche di carcinoma polmonare Ma quello che si evince da questo studio eš la miglior reazione immunologia alla neoplasia da parte delle donne. Evidentemente laprotezione nei confronti di molte altre patologie, almeno fino alla menopausa, si estende anche nei confronti della neoplasia. Queste conclusioni devono avere un significato soprattutto statistico e di principio. Non devono mutare lšatteggiamento del Medico di Famiglia neš nei confronti della dissuasione dal fumo, nella disassuefazione dal fumo, neš tanto meno nella diagnosi preventiva e nel follow up in caso di patologia neoplastica in atto. Vediamo questi dati nella logica di quel grande capitolo della genetica in medicina e nella esistenza di equilibri ormonali, immunologici e costituzionali che sembrano avere un ruolo determinante nella risposta di ciascun individuo alle varie aggressioni della patologia.