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Le Newsletters pneumologiche a cura del Dott. Franco Carnesalli 2006
COPD Patients Using Beta-agonist Inhalers
Are at Risk Lo
studio paragona due farmaci inalatori di comune uso che soffrono di
BPCO, uno che riduce i ricoveri per patologie respiratorie, ma l'altro
- che č prescritto nella maggioranza di casi - aumenta le morti respiratorie.
AllšUniversitā di Cornell e Stanford sono stati selezionati 15.276
participanti, nei quali eš stato segnalato che un comune broncodilatore,
conosciuto come anticolinergico, (ipratropium) ha ridotto gli eventi
severi respiratori del 33% e le morti respiratorie del 73%, paragonato
con un placebo. Comunque, la stessa meta-analisi (che combina i risultati
di numerosi studi) i beta2agonisti piuš frequentemente inalati (il
metaproterenolo [Alupent], il formoterolo [Foradil], il salmeterolo
[Serevent, Advair] e l'albuterolo [Proventil, Ventolin, Volmax e gli
altri]) hanno aumentato il rischio di morte respiratoria pių del doppio,
paragonato con un placebo. Il 5% di tutte le prescrizioni sono anticolinergici,
con i beta2agonisti che dominano le prescrizioni mediche. Edwin Salpeter
Professore in Scienze Fisiche alla Cornell afferma che quando i pazienti
hanno usato l'anticolinergico, hanno avuto meno riacutizzazioni severe
e meno morti respiratorie di quelli trattati con altri farmaci. Questi
risultati suggeriscono che l'anticolinergico dovrebbe essere il broncodilatore.
La sicurezza a lungo termine dei beta2agonisti nei pazienti allo
studio dovrebbe essere chiarita. Una meta-analisi recente di Salpeters
ha rivelato che quei beta2agonisti hanno aumentato anche le morti
nei malati di asma di tutte le etā. Gli studi precedenti hanno escluso che
i pazienti con BPCO sviluppino la tolleranza ai beta2agonisti dopo trattamento
rego- lare, paragonato con la prima dose. Mentre i beta2agonisti possono
ridurre i sintomi attraverso la broncodilatione, i ricercatori credono
che essi promuovano anche infiammazione bronchiale e la sensibilitā
dei recettori, riducendo la protezione bronchiale senza avvertimento
per sintomi aumentati, conducendo poi a una risposta pericolosa per
la vita. Nello studio, soltanto due pazienti su 4.036 in terapia con
l'anticolinergico sono morti per cause respiratorie, mentre 12 di
3.845 parte- cipanti nel gruppo di placebo sono morti per indisposizioni
respiratorie. Nei pazienti trattati con beta-agonisti, ci sono stati 21
morti respiratorie su 1.320 pazienti trattati con questi farmaci
ed 8 morti respiratorie nei 1.084 partecipanti nel gruppo placebo.
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