Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

2006


Tiotropium for stable chronic obstructive pulmonary disease: a meta-analysis
Barr RG, Bourbeau J, Camargo Jr CA, Ram FS. Columbia University, United States
Thorax. 2006 Jul 14; [Epub ahead of print]

Per valutare l'efficacia del tiotropio sugli eventi clinici, la sintomatologia, la funzione polmonare e gli eventi avversi nella BPCO eč stata condotta una ricerca di lavori in Cochrane, MEDLINE, EMBASE, CINAHL. Una revisione sistematica e un alto grado di randomizzazione garantisce lčaccuratezza della casistica. Sono stati paragonati il tiotropium al placebo, lčipratropium, e i beta2-agonisti long acting. (LABA). Nove lavori (8.002 pazienti) hanno incontrato i criteri di inclusione. Il Tiotropium ha ridotto la probabilità di una riacutizzazione (OR 0,73; 95% CI, 0,66 a 0,81) e relativa ospedalizzazione, ma non della mortalitač polmonare o di altre cause (OR 0,50; 95% CI, 0,19 a 1,29-OR 0,96; 95% CI, 0,63 a 1,47) paragonato al placebo e all'ipratropium. Le riduzioni nelle riacutizzazioni e le ospedalizzazioni paragonati a LABA non erano statisticamente significative. Il Tiotropium ha prodotto gli aumenti più evidenti di FEV1 e FVC a 6-12 mesi rispetto a placebo, ipratropium e LABA.Il declino del FEV1 a un anno era di 30 ml (95% CI, 7 a 53 ml) più lento col tiotropium che col placebo e con l'ipratropium Sono maggiori la secchezza orale e le infezioni del tratto urinario col tiotropium. Nel paragone con placebo, ipratropium e beta2agonosti long-acting il tiatropium ha dimostrato la sua superioritač clinica.

Commento: I dati sembrano evidenti. Le riacutizzazioni sembrano diminuire e con loro il declino della funzione respiratoria, ma come per molte terapie della BPCO la mortalitač non varia. Quindi non sembra cosič superiore il tiatropium rispetto alle altre terapie, soprattutto percheč, visto che i pazienti sono piuttosto irregolari nellčassunzione della terapia, i farmaci che piuč efficacemente e rapidamente producono broncodilatazione sembrano soggettivanebte piuč potenti, sia al paziente che al medico. Da questi due lavori non emergono differenze cosič significative neč per un farmaco neč per lčaltro per condizionarne la scelta, che viene quindi lasciata allčinterpretazione delle linee guida e alla esperienza del Medico. Di qui dovrebbe uscire la spiegazione della sproporzione tra le vendite di anticolinergico e beta2agonista.