Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

2007


Montelukast as add-on therapy to beta-agonists and late airway response
Rosewich M e coll - Frankfurt University, Theodor-Stern-Kai 7, Germany
Eur Respir J.2007 feb 14 (Epub ahed print)

Abbiamo investigato se la somministrazione di un leucotrienico orale in aggiunta ai beta2-agonisti a brevi durata d'azione subito dopo il contatto con l'allergene blocca la risposta tardi- va di broncostruzione. 35 asmatici lievi (19 maschi, eta' media 24 anni) sensibilizzati per gli acari della polvere di casa ha subito due contatti con allergene bronchiale. Dopo la prima risposta allergica i soggetti hanno ricevuto salbutamolo e sono stato assegnati random al gruppo con 10 mg di montelukast o con placebo. Per identificare una risposta allergica tardiva, FEV1 è stato controllato dopo otto ore. L'NO di base è stato determinato a ogni contatto con l'allergene e ha differito considerevolmente a seconda della reazione all'allergene. Dodici soggetti non hanno mostrato nessuna risposta significativa, 11 una risposta precoce soltanto, e 12 hanno avuto una risposta doppia e hanno subito una analisi ulteriore. L'area sotto la curva
di risposta del FEV1 3-8 ore dopo il contatto con l'allergene era -0.77 (+1.68) dai valori di confronto con il montelukast, paragonata a -2.47 (+1.32) sul placebo (p<0.05). L'NO di base in soggetti senza risposta precoce era considerevolmente (p<0.05) piu' bassa di di quelli con risposta doppia. Ciò dimostra che un leucotriene orale puo' inibire considere-volmente la risposta tardiva dopo contatto con un allergene.

Commento: L'efficacia degli antileucotrieni nell'asma allergica e' dimostrata, ma solo in certe condizioni, non sempre tenute presenti.
Questo lavoro conferma questo assunto, ma sempre, come si vede, in aggiunta alle terapie tradizionali.
Spesso si vedono pazienti asmatici con antileucotrienici come unico farmaco, o in pazienti con BPCO, dimostrando da parte del Medico di Medicina Generale una scarsa conoscenza non solo delle note AIFA, con implicazioni amministrative non indifferenti, ma delle comuni linee guida internazionali e dello stesso foglietto illustrativo.
Cio' e' certamente frutto di lavoro routinario, comunicazioni dell'informatore medico-scientifico non ben circostanziate, ma anche di scarsa attenzione ai dati scientifici, che sempre devono ispirare le nostre scelte terapeutiche.