Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

2007


Triple-Drug Combo for COPD Reduces Hospitalizations, Improves Lung Function
Shawn D. Aaron - University of Ottawa, Canada
Ann Intern Med 2007

Per i pazienti con BPCO il trattamento con tre farmaci inalatori (corticosteroidi, beta2agonisti, anticolinergici) migliora la funzione polmonare e diminuisce i ricoveri ospedalieri, paragonati con il solo anticolinergico.
Molti studi hanno dimostrato che ogni categoria di farmaco migliora la dispnea e diminuisce le riacutizzazioni, e le linee guida propongono la politerapia inalatoria usando classi diverse di farmaci.
Gli autori di questa pubblicazione sostengono che la strategia di combinare piu' farmaci non è mai stata formalmente testata in una prova clinica. Hanno condotto quindi uno studio randomizzato in doppio cieco, coinvolgendo 449 pazienti con BPCO da moderata a severa, arruolati in 27 centri medici in Canada.
I soggetti sono stato assegnati a caso a uno di tre bracci di trattamento per 52 settimane: tiotropio, 18 g al di' più placebo; tiotropio più un beta-2agonista (salmeterolo) 25 g/per puff, 2 puffs due volte al di'; o tiotropio più la combinazione fluticasone-salmeterolo 250/25, 2 puffs due volte al di'.
C'erano 156, 148, e 145 pazienti in ogni braccio dello studio. I pazienti dovevano interrompere altri farmaci usati con queste sostanze, mantenendo invece ossigeno, antileukotrieni, e metilxantine.
I ricoveri ospedalieri sono considerevolmente diminuiti con il trattamento triplo. L'incidenza era 0,53 paragonata col tiotropio da solo (p = 0,01). Il salmeterolo più tiotropio non ha differito considerevolmente, paragonato con il tiotropio da solo. I ricoveri per ogni causa erano anche meno frequenti nel gruppo con il triplo trattamento. Usare tre farmaci e' più efficace nel migliorare migliorare il FEV1 del tiotropio da solo. Il FEV1 pre-broncodilatore e' aumentato di 0,027 L nel gruppo con tiotropio e di 0,086 L nel gruppo con tre farmaci (p = 0,049). L'uso di due e tre farmaci ,inoltre, era considerevolmente più efficace nel migliorare la qualità di vita. Comunque, i tre gruppi di trattamento non hanno differito considerevolmente nella misura dell'end point primario, cioe' il numero di pazienti che hanno avuto almeno una riacutizzazione, modificando poi la severita' di esse, e quindi i ricoveri o accessi al pronto soccorso.

Commento: La sensazione che il farmaco che abbiamo consigliato al paziente con BPCO sia sufficiente, e non si possa fare di piu', quando egli ci riferisce di avere dispnea, e' molto frequente. La BPCO viene condiderta una malattia pro-gressiva e poco modificabile.
Occorre invece pensare che nelle linee guida GOLD o ERS-ATS si propone un incremento della terapia graduale, e che questo incremento va tentato.
Non dobbiamo invece sopravvalutare la severita' di alcune forme di BPCO lieve o moderata, somministrando terapie troppo complesse, perche' siamo stati appena “informati” da qualche casa farmaceutica.
E' necessario valutare bene gli outcomes della BPCO, come FEV1, qualita' di vita, dispnea, riacutizzazioni e adeguare il numero dei farmaci.
Derivera' un risultato clinico piu' adeguato, un uso migliore delle risorse, un minor ricorso alle nostre cure per la ricomparsa frequente dei sintomi.