Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

2007


No Survival Benefit for CT Screening for Lung Cancer
The study was co-authored by James R. Jett, MD, and Steven J. Swensen, MD, MMM, of the Mayo Clinic; Ugo Pastorino, MD, of the Instituto Tumori; and Melvyn S. Tockman, MD, PhD, of the H. Lee Moffitt Cancer Center & Research Institute. It was supported by grants from the European Institute of Health, the Italian Ministry of Health, the National Cancer Institute, the Department of Defense, and funds from the four involved institutions.
March 6, 2007 - JAMA 2007,297;953

I primi dati di uno studio internazionale che valuta se la TC per screenare i fumatori pregressi o attuali sul rischio di cancro al polmone hanno evidenziato che essa non ha ridotto le morti per malattia. Sebbene la TC ha individuato neoplasie polmonari quasi tre volte tanto rispetto ai controlli, i ricercatori hanno trovato che una precoce diagnosi e trattamento non hanno condotto a una diminuzione corrispondente di cancri al polmone avanzati o una riduzione nelle morti da cancro al polmone. Lo studio multi-centrico, condotto dai ricercatori del Sloan-Kettering Cancer Center, non ha trovato nessuno vantaggio dunque a usare lo screening con TC.
Questo è il primo studio che si chiede se rivelando crescite anche molto piccole di noduli polmonari mediante TAC sia possibile una identificazione precoce prima che diventino estesi e incurabili.
Una diagnosi precoce ha forse indotto trattamenti addizionali, non risparmiando la qualita' di vita, assoggettando i pazienti a trattamenti cruenti e forse inutili.
Nel 1998, 3.246 uomini asintomatici e donne con un'età media di 60 aa, che avevano fumato per una media di 39 anni, erano screenati per cancro al polmone con TC multislide CT, tecnica allora all'avanguardia presso la Mayo Clinic in Minnesota, il Centro Oncologico Lee-Moffitt in Florida, o l'Instituto Tumori in Italia. Ogni studio ha fornito una scansione TAC iniziale e poi almeno per tre esami successivi annualmente. I ricercatori hanno seguito i volontari per valutare quante neoplasie sono state individuate e quanti interventi chirurgici sono stati eseguiti.
Sono stati poi consultati i dati epidemiologici governativi per continuare il follow up per 5 anni e conoscere il tasso di decessi.
I ricercatori hanno constatato che con i modelli statistici tradizionali venivano rispettati anche senza screening.
Sono stati individuatino il triplono di neoplasieno con lo screeningno rispetto alla pratica normale, che ha indotto dieci volte gli interventi chirurgici comunemente intrapresi. Questo significa come risultato diretto del test, un addizionale di 99 persone diagnosticato con cancro al polmone ed un addizionale di 98 pazienti trattati con chirurgia al polmone. Comunque, non e' cambiato il tasso di mortalità. C'erano 38 morti dovute a cancro al polmone nei pazienti sotto screening, e 39 sarebbero accaduti ugualmente senza screening. Lo scopo di screnare in grande scala è risparmiare vite, ma dopo cinque anni di follow-up,
i dati non forniscono nessuna prova che la TC evitate le morti da cancro al polmone.
I dati sono compatibili con i risultati di precedenti studi di screenig con l'esecuzione dell'RX torace,
che non ha mostrato alcun beneficio per fumatori precedenti o attuali.
La quantita' di radiazioni poi puo' diventare significativa quando le scansioni sono ripetute ogni anno. Poiché il test non è molto specifico, per non avere falsi risultati positivi o negativi, si possono eseguire scansioni addizionali alle dosi di radiazione gia' piene e procedure cruente come le biopsie polmonari.
Questo studio suggerisce anche che lo screening può condurre a maggiore interventismo chirurgico per togliere noduli anche molto piccoli, che somigliano al cancro al polmone ma che puo' invece non essere una minaccia significativa alla salute del paziente.

Commento: Su queste newsletter sono comparsi altri articoli che presentavano pareri contrastanti sullo screening con TAC multislide nei soggetti a rischio per tumore polmonare.
Alcuni, tra i quali quello di Ugo Pastorino, prospettava ottimi risultati dallo screening e ne proponeva l'applicazione su larga scala. Altri, tra i quali uno studio scandinavo, giungevano alla conclusione che l'investimento non giustifica i risultati, proprio per eccesso di terapia in caso di reperimento di nodulo.
Quest'ultimo studio, tra i cui collaboratori leggiamo anche Ugo Pastorino, giunge proprio a queste conclusioni. Anche intuitivamente e' sempre sembrato eccessivo usate la TAC multislide come screening. Mentre sembra piu' logica una accurata selezione dei pazienti in base ad uso di sigarette, familiarita' neoplastica, ambiente di lavoro, patologie croniche.
Quindi anche noi come Medici di Famiglia siamo autorizzati in pazienti particolari, nei quali il nostro intuito clinico ci suggerisce prudenza, ad utilizzare questa tecnica, senza applicarla acriticamente a tutti i pazienti fumatori, senza aver prima eseguito una radiografia del torace.


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