
Le
Newsletters pneumologiche
a
cura del Dott. Franco Carnesalli
2007
Increased Risk of Childhood Asthma From Antibiotic Use in Early Life
Anita L. Kozyrskyj e coll – Manitoba University-Canada
CHEST. 2007;131(6):1753-1759
Scopo dello studio e’ quello di valutare l’influenza della terapia antibiotica frequente nello sviluppo di asma in eta’ infantile.Dai dati sanitari e dalle prescrizioni registrate nel distretto di Manitoba, Canada, lo studio longitudinale ha valutato l'associazione tra l'uso di prescrizione antibiotica durante il primo anno di vita e l'asma all'età 7 anni in una coorte di 13.116 bambini.
Indipendente dai fattori di rischio di asma noti, l'asma era considerevolmente più probabile nei bambini che avevano ricevuto antibiotici nel primo anno di vita fino all'età 7 anni. L'associazione con l'asma era osservata per l'uso con antibiotici nelle infezioni anche non dell’apparato respiratorio (rapporto di probabilità [O], 1,86; 95% intervallo di fiducia [CI], 1,02 a 3,37). Il rischio di asma era più alto nei bambini che avevano ricevuto più di quattro cicli di antibiotico (aggiustato O, 1,46; 95% CI, 1,14 a 1,88), soprattutto fra i bambini delle localita’ rurali, ed in mancanza di asma materna o di un cane nel primo
anno di nascita. La cefalosporina era il più comune antibiotico usato in questa sottopopolazione di bambini.
L'uso di frequenti cicli di antibiotico nel primo anno di vita rende piu’ frequente lo sviluppo di asma nell’infanzia, un rischio che potrebbe essere ridotto evitando eccessivo soprattutto di cefalosporine.
Commento:
Le conclusioni dello studio sono piuttosto specifiche ed e’ altresi’ vero che la popolazione infantile del Medico di Famiglia e’ relativamente limitata.
Ma ne deriva comunque la conseguenza che soprattutto in eta’ giovanile e in caso di uso frequente (per necessita’ o anche solo per superficialita’ o fretta da parte nostra) sono posibili conseguenze non rilevabili da una osservazione grossolana e superfiiciale: Oltre alle resistenze batteriche, ci si puo’ aspettare qualche altra conseguenza immunologia, tossicologica, microbiologica.
E’ evidente la necessita’ di un uso dell’antibiotico limitato a situazioni cliniche ben definite e non ad
ogni manifestazione di sospetta infezione, come spesso succede nelle epidemie virali invernali e non.