
Le
Newsletters pneumologiche
a
cura del Dott. Franco Carnesalli
2007
What have we learned from large drug treatment trials in COPD?
Calverley PM e coll - Division of Infection and Immunity,University Hospital Aintree, Liverpool, UK
Lancet. 2007 Sep 1;370(9589):774-85
Sebbene lo sviluppo di trattamenti efficaci per i pazienti con BPCO non è stato visto come particolare priorità, la decade passata ha visto un aumento sostanzioso del numero di studi che hanno esaminato i trattamenti diversi per questa malattia. I grandi studi hanno avuto bisogno di valutare l'efficacia del trattamento a causa della natura cronica della malattia e l’effetto intermittente in alcuni outcome principali come le riacutizzazioni. I dati degli studi randomizzati hanno controllato i risultati delle terapie mostrando che il trattamento migliora la performance aumentando i volumi polmonari piuttosto che il flusso. Sebbene la valutazione della funzione polmonare rimane la pietra angolare dell’efficacia della terapia, i miglioramenti nello stato di salute, il numero di riacutizzazioni e i ricoveri ospedalieri sono adesso riconosciuti come i risultati del trattamento piu’ importanti. Gli studi randomizzati forniscono la prova migliore per l'efficacia di trattamento, ma i risultati di questi studi possono essere influenzati dalle differenze nei criteri di inclusione e dal drop out dei pazienti durante lo studio. Testare la reversibilita’ alla broncodilatazione non definisce attendibilmente dei sottogruppi che risponderanno a un trattamento particolare. Pur se attentamente eseguiti, hanno alimentato adeguatamente la nostra conoscenza con prove cliniche e influenzato non solo le nostre vedute circa il trattamento, ma anche la nostra comprensione sulla BPCO e come è meglio valutarla e gestirla. Assicurare che questi studi costosi siano strutturati in modo oggettivo è uno scopo importante per la prossima decade.
Commento:
Per molti anni si e’parlato di terapia della BPCO in termini di efficacia clinica generica, facendo riferimento agli outcome che fino ad allora rappresentavano i risultati delle elaborazioni degli esperti nelle Linee Guida. Per anni si sono usati cocktail di farmaci basandosi su indici poco probanti e senza tener conto della qualita’ di vita e della sopravvivenza.
Solo negli ultimi anni si sono valutati questi aspetti, oltre alla mortalita’ e al numero di riacutizzazioni.
Sono questi infatti alcuni degli aspetti che,al di la’ del FEV1, danno la misura del beneficio terapeutico.
I trial clinici ultimamente presentati mostrano proprio l’efficacia terapeutica su questi outcome, che piu’ di tutti incidono sulla qualita’ di vita e anche sulla sopravvivenza. Il BODE index, basato su pochi ma significativi indici e il San George Questionnaire, assai piu’ complesso, indicano proprio questo trend.