Le Newsletters pneumologiche

a cura del Dott. Franco Carnesalli

2007


Is Combination Therapy with Inhaled Anticholinergics and beta(2)-Adrenoceptor Agonists Justified for Chronic Obstructive Pulmonary Disease?
Reddy CB - Department of Medicine, Division of Respiratory, Critical Care and Occupational Pulmonary Medicine, University of Utah Health Sciences
Center, Salt Lake City, Utah, USA.
Drugs Aging. 2007;24(8):615-28

La BPCO, come noto, è una condizione caratterizzata dalla limitazione di flusso d'aria progres-sivo, irreversibile. Il peso economico e sociale della malattia è enorme. Il suo trattamento è guidato dalle manifestazioni della malattia ed è principalmente mirato al controllo dei sintomi.
I Broncodilatori sono la pietra angolare della gestione farmacologica, cosi che i beta2agonisti a breve e lunga azione e gli anticolinergici sono stati profondamente studiati come agenti sia individuali che in combinazione. Quando somministrato in combinazione, il broncodilatore short-acting fornisce una broncodilazione superiore se paragonato con gli agenti somministrati individualmente. Comunque, il miglioramento nella broncodilazione non si traduce in un miglioramento nella qualità di vita. Più recentemente, sono stati introdotti i beta2agonisti long acting e gli anticolinergici, e le linee guida attuali raccomandano l'uso regolare di questi agenti nella BPCO negli step II e piu’.
L'anticolinergico long acting (il tiotropio) in combinazione con il LABA per uso quotidiano è stato valutato, ma questa combinazione non conferisce alcun vantaggio in termini di migliora-mento soggettivo o in termini di prevenzione di riacutizzazioni. Combinare il tiotropio bromuro col formoterolo una o due volte al di’ migliora l'ostruzione e l'iperinflazione. Comunque, gli effetti della combinazione sui punteggi dei sintomi, QOL e riacutizzazioni restano ancora da essere studiati. Gli Ultra-LABA, che sono allo sviluppo, potrebbero permettere l'uso di una combinazione di broncodilatatori long acting in un inalatore solo per l'uso una volta al di’, semplificando così la terapia.

Commento: Anche questo articolo sottolinea l’empirismo della terapia della BPCO finora attuata, basata solo sul controllo dei sintomi, e le nuove strategie basate sulla qualita’ di vita, riacutizzazioni e mortalita’.
L’associazione beta2agonista e anticolinergico non sembra con sicurezza dare risultati efficaci.
E’ opportuno che anche il Medico di Famiglia prenda atto di queste evoluzioni utilizzando consapevolmente e con proprieta’ i farmaci e le associazioni negli step idonei, cosi’ come indicato dalle Linee Guida, che, per esempio, non hanno ancora esteso l’uso dell’associazione steroide-beta2agonista long acting nello step II della BPCO, come invece molti MMG usano.