
Le
Newsletters pneumologiche
a
cura del Dott. Franco Carnesalli
2007
Striking Variation in Antibiotic Prescribing Across Europe, Little Variation in Patient Outcome
GRACE study, Butler C e coll,Department of General Practice, Cardiff University, Cardiff, Wales, United Kingdom.
Congress of the European Respiratory Society (ERS) 2007, Stoccolma
Differenze sorprendenti nella prescrizione di antibiotico per la tosse e l'infezione delle basse vie
dello apparato respiratorio (LRTI) sono state identificate in tutta Europa, e una piccola variazione
nei risultati e’ stata notata, in questo studio presentato al Congresso Annuale della Societá Europea Respiratoria (ERS) di Stoccolma.
Le scoperte nuove vengono dalla Genomica per combattere le resistenze batteriche contro gli Antibiotici nelle CAP nello studio GRACE, che ha reclutato 3402 pazienti con tosse acuta in 12
paesi Europei. I pazienti nello studio erano reclutati da 14 network di ricerca di assistenza sanitaria primaria in 12 paesi. I dati d'osservazione sono stati raccolti durante due periodi: dall’ottobre al novembre 2006 e da gennaio a marzo 2007.
Secondo gli autori dello studio, le scoperte sottolineano la compiacenza apparente dei Medici di Famiglia nel prescrivere gli antibiotici, malgrado sappiano che la sua utilita’sia improbabile per il paziente.
Fino all’80% di casi di bronchite acuta ha visto prescritti gli antibiotici, ma ben l’80% dei pazienti
che ne hanno assunti non hanno tratto giovamento.
Secondo la ricerca, gli antibiotici erano prescritti nel 53% di pazienti. L'Amoxicillina era la prescrizione più comune (29%), fino all’83% a Cardiff e al 74% a Southampton. L’associazione amoxi-clavulanico ha riguardato il 15% del totale, con le città spagnole di Barcellona e Mataro al 47% e 43%, rispettivamente. La Doxiciclina e’ stata prescritta nel 13% del totale, con il 50% a Helsinki, 55% a Jonkoping, Svezia e il 73% a Utrecht, Paesi Bassi.
Dopo un adeguamento ai sintomi presentati, l'età e la comorbilita’, gli antibiotici erano più probabili fossero prescritti per i pazienti inclusi dai network a Milano, Balatonfured, Ungheria e Bratislava, Slovacchia.
C'era uniformità generale nella prescrizione per pazienti a basso o alto rischio di complicazioni, con
la più grande variazione di prescrizione tra i network per i pazienti a rischio moderato e per una durata prolungata di malattia.
Malgrado la variazione estesa nei tassi di prescrizione dell’antibiotico, comunque, lo studio non ha identificato maggiori differenze nei risultati per i pazienti. Il tempo di recupero di salute medio era
12 giorni.
Inoltre la PCR era misurata nel 15% di pazienti globali, ma nel 91% a Tromso, Norvegia e nel 67%
a Jonkoping; la radiografia del Torace era effettuata nel 5% dei pazienti globali, ma nel 13% a Brati-slava e nel 15% a Mataro.
Questi dati dovrebbero aiutare a valutare meglio le forme di patologia delle basse vie respiratorie e a migliorare la gestione della tosse acuta e delle bronchiti.
I pazienti paiono capire il danno potenziale di antibiotici, ma i medici ed i pazienti dei network con
alta prescrizione di antibiotici credono molto di più nei benefici per la tosse acuta.
I pazienti vogliono sapere se hanno bisogno degli antibiotici, e tra i medici c'è spesso incertezza considerevole per valutare se il trattamento giova o meno.
In mancanza di linee guida chiare sull'uso antibiotico basato sulla dati evidenti, è lasciata ai Medici e alla loro decisione la scelta.
Commento:
Tutto il mondo e’ paese, e paese che vai usanza che trovi. A parte i banali modi di dire, e’ chiaro che le linee guida esistenti sull’uso di antibiotici vengono snobbate o misconosciute da molti Medici, altrimenti non si spiegherebbero le variazioni cosi’ marcate tra paese e paese e tra citta’ e citta’.
I fattori che influiscono sulla scelta, lo sappiamo benissimo, noi Medici di Famiglia, sono molteplici:
una sopravvalutazione del caso, il “timore” di complicanze, l’insistenza dei pazienti, l’obbiettivo di
”eliminare” un caso da curare e non rivederlo per la stessa forma, altre motivazioni non confessabili
di interesse personale…
D’altra parte ci sono i tentativi della ASL di “istruirci” al risparmio e al “corretto” uso degli antibiotici.
A questo proposito ricordiamoci i risultati disastrosi della politica sanitaria inglese, che ha ridotto drasticamente l’uso di antibiotici, soprattutto quelli a piu’ ampio spettro e con indicazioni piu’ selettive,
ma ha aumentato i ricoveri e la mortalita’.
Dunque riflettiamo sui nostri comportamenti, assumendo un atteggiamento piu’ responsabile nei con-
fronti dei pazienti e della sua malattia, scegliendo non il farmaco che ci viene in mente, ma quello che
e’ piu’ adatto al caso clinico, soffermandoci sulle indicazioni della ASL, senza soggezione, ma con atteggiamento critico: il nostro obbiettivo non e’ risparmiare, ma curare bene.
Come al solito quello che conta e’ dedicare attenzione e qualche minuto in piu’ ai nostri pazienti,
superando la routine deprimente in cui in certi momenti della nostra attivita’ siamo avviluppati.