
Le
Newsletters pneumologiche
a
cura del Dott. Franco Carnesalli
2008
Acute Heart Failure Patients Without COPD Often Given Bronchodilator Therapy
Dr. J Singer - Stony Brook University and Medical Center, New York
Ann Emerg Med 2008;51:25-34
Molti pazienti visti nel reparto di pronto soccorso con riacutizzazioni di scompenso cardiaco ricevono la terapia con broncodilatori per la dispnea, anche se non hanno storia di BPCO. Gli autori sostengono che non si deve aggiungere subito il broncodilatore a tutto i pazienti dispnoici, poiché questo potrebbe essere dannoso, ma si dovrebbe decidere caso per caso.
Lo studio e’ stato eseguito su quasi 11.000 pazienti con problema cardiaco scompensato visti in 76 reparti di pronto soccorso. I due terzi dei pazienti non hanno una storia di BPCO. Ma il broncodilatore e’ stato somministrato nel 21% dei casi. Di questi appena il 14% di pazienti senza BPCO e quasi il 35% di quelli con una storia di BPCO ha ricevuta una terapia specifica.
I pazienti senza BPCO che hanno ricevuto un broncodilatore hanno avuto una saturazione di ossigeno più bassa, una più alta pressione del sangue e frequenza cardiaca, e più congestione di trama polmonare alla radiografia del torace di quelli che non hanno ricevuto un broncodilatori.
La terapia con broncodilatori nei pazienti senza BPCO presentava una probabilità maggiore di ricevere un diuretico o la nitroglicerina; la ventilazione a pressione continua positiva o la ventilazione meccanica e il trattamento con vasodilatatori endovenosi. Inoltre, i pazienti senza BPCO, che hanno ricevuto un broncodilatore, sono stati con maggiore probabilita’ di quelli che non ne hanno, ricoverati in ICU, hanno richiesto una ventilazione meccanica e una degenza piu’ lunga, e meno probabilita’ di essere asintomatici alla dimissione.
La mortalità ospedaliera nei pazienti senza BPCO non ha differito considerevolmente tra quelli trattati o non trattati con broncodilatore.
L’uso di broncodilatori inalatori nei pazienti con scompenso cardiaco e con una storia di BPCO non ha influenzato la mortalità a breve termine, e questa analisi fornisce dei dati per suggerire che l'uso dei broncodilatori in questo gruppo di pazienti potrebbe essere favorente risultati avversi.
Sebbene la causalità non può essere stabilita da questi dati, è ragionevole per i medici usare questi farmaci prudentemente in questi pazienti e riservare i broncodilatori per l'uso nei pazienti con malattia polmonare e un'indicazione chiara per la terapia.
Commento:
Capita spesso che nostri pazienti ricoverati in terapia intensiva o semplicemente per scompenso cardiaco vengano etichettati come bronchitici cronici, solo sulla base di una sintomatologia dispnoica o dell’anamnesi come fumatore o di un rx torace dubbio. A parte che il nostro paziente ha sempre fatto a meno del broncodilatatore, senza sintomi evidenti negativi, va tenuto presente, e questo studio lo conferma, che i beta2 agonisti sono stati messi sotto accusa, pur senza grandi evidenze, di aumentare i rischi cardiovascolari. Comunque il fatto che se ne sia parlato consiglia sempre estrema prudenza nel loro uso.
Questo studio poi fornisce dati statistici abbastanza significativi della delicatezza delle situazioni affrontate e della necessaria prudenza nella terapia.