SPECIALE ASMA
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THOMAS
L.PETTY 45YH ANNUAL ASPEN LUNG CONFERENCE:
ASTHMA IN THE NEW MILLENNIUM
CHEST, SUPPLEMENT TO VOL 123/NUMBER 3 2003
The
functional conequences of structural changes in the airways
Lu wang e coll
In questo lavoro sono stati brevemente descritti i meccanismi mediante i quali alterazioni strutturali delle vie aeree possono interagire con la muscolatura liscia bronchiale nel modulare i flussi respiratori. L'edema e le alterazioni cellulari, unite alla variazione quali-quantitativa del muco, possono sommarsi alle dimensioni, lunghezza e spessore della muscolatura liscia, interferendo con il funzionamento statico e dinamico di essa. La presenza di aumentato tessuto connettivo, puo' attenuare la elasticita' della muscolatura nel variare il lume. La digestione proteolitica, di origine infiammatoria, del tessuto connettivo puo' pure alterare tale elasticita'. Talora l'evoluzione fibrotica nel soggetto asmatico puo' diminuire la trasmissione di forze dilatatorie e portare adattamento della muscolatura bronchiale all'accorciamento.
Role
of fibrin in determining airways closure
Scott Wagers e coll
La deposizione
di fibrina avviene di norma durante i fenomeni infiammatori nel polmone ed e'
noto che essa inibisce la formazione di surfattante.
La curva Pressione-Volume nei pazienti asmatici viene alterata e questo sembra
sia dovuto alla costrizione indotta delle vie aeree. E' stato verificato se un
fibrino- litico puo' migliorare l'andamento della curva PV, alterata in queste
situazioni.
Lo studio e' stato condotto in gatti sensibilizzati in senso allergico, e nei
quali e' stata inalata della soluzione salina, con o senza tPA e/o fibrinogeno
seguito da trombina. In questi animali veniva poi misurata la curva PV.
E' stato dimostrato che i gatti con vie aeree infiammate hanno una curva piu' larga, che puo' essere migliorata con la somministrazione del tPA. Viene cosi' suggerito che la deposizione di fibrina e' un determinante significativo dell'accentuazione della costrizione bronchiale nelle infiammazioni polmonari.
Proliferation
of the airways epitelium in asthma
Brian W.Booth e coll
Nell'asma e' presente
un aumento di linfociti T helper tipo 2 e di interleuchina
IL-4, IL-5 e IL-3, che portano alla variazione strutturale delle pareti delle
vie aeree, e che determina il cosiddetto rimodellamento di esse.
Lo studio presentato precisa il reale ruolo di queste sostanze.
Le conclusioni degli autori, individuano nell'IL-3 il mediatore attivo nella
proliferazione dell'epitelio. Studi contemporanei hanno aggiunto l'evidenza
che l'effetto del glucosio sull'epitelio bronchiale umano normale porta alla
produzione di TGF (Transforming Growth Factor) e quindi allo stimolo proliferativo.
Sarebbe proprio questo meccanismo a risentire di varie condizioni, anche in
assenza di infiammazione. E' evidente il potenziale sviluppo di terapie che
agiscono sul rimodellamento epiteliale bronchiale.
Is
asthma an infectious disease?
Robert F.Lemanske
In questo lavoro
l'autore si pone questo insolito quesito, derivato dalla frequente associazione
dell'asma a virus, Clamydia e Mycoplasma, sia nell'eta' infantile come stimolo
a variazioni fenotipiche asmatiche, sia nel paziente con patologia ormai chiarita
inducendo infezioni delle vie respiratorie e conseguente bronco-ostruzione.
Cio' che e' certamente dimostrata e' la possibilita' di riacutizzazioni infettive
dove la terapia antibiotica e' efficace nel migliorare anche la sintomatologia
broncospastica. Sulla reale associazione etiopatologica, non sono emerse dimostrazioni
convincenti.
Nocturnal
asthma
William J.Calhoun
La funzione polmonare varia con ritmo circadiano, con picco verso le 16.00
e livello minimo verso le 4.00. L'asma notturna rappresenta ovviamente una esagerazione
di questo ritmo, ed e' associata normalmente a una aumentata morbilita' e scarso
controllo. La disamina dell'autore non risolve il dubbio sulle reali cause di
questo fenomeno, anche se qualche evidenza appare con fenomeni fisiologici e
immunologici. Resta ignoto se l'asma notturno e' un'entita' patologica a se'
stante o una manifestazione di un'asma piu' grave. Comunque l'associazione clinica
con un reflusso gastroesofageo e con l'obesita' sembra piuttosto suggesti-va.
Certo e' che un effettivo controllo farmacologico puo' ridurre i sintomi notturni, le
conseguenze psicologiche e la qualita' di vita.
New
and exploratory therapies for asthma
Homer A.Boushey e coll
Il trattamento
dell'asma sta avanzando verso opzioni rivoluzionarie.
Sembra possibile infatti che presto disporremo di sistemi per prevenire le comuni
allergie attraverso l'induzione di tolleranza manipolando il modo di esposizione
agli allergeni sensibilizzanti. Anche se non e' chiaro che tale sensibilizzazione
sia sufficiente per indurre asma. I meccanismi interessati sembrano in qualche
modo dipendenti dalla dose di allergene incontrato e includono anche l'eliminazione
delle cellule antigene-responsive. La somministrazione di ovalbumina in gatti
sensibilizzati o di CpF-antigen(cysteine-phosphate-guanine) riduce l'eosinofilia,
la reattivita' bronchiale e la produzione di IL-4 e IL-5 dai linfociti mediastinici.
L'ipotesi tutt'altro che remota sarebbe rappresentata dalla somministrazione
in bimbi di cereali integrati con CpG, per influenzare la sensibilizzazione di
questi soggetti.
Anche il rimodellamento da proliferazione cellulare infiammatoria avra' un suo
concreto ruolo. L'inibizione di specifici mediatori, come dimostrato in numerosi
studi sara' una possibile arma. Un sofisticato studio dimostra l'efficacia dell'IL-12
sulla differenziazione dei linfociti T helper Th1 e Th2, un altro l'efficacia
della CpG (cysteine-phosphate-guanine) nell'inibire l'infiltrazione di eosinofili
a livello polmonare.
Una nuova terapia basata proprio sulla comprensione della patogenesi dell'asma
e' rappresentata dalla somministrazione di antagonisti delle IgE, anticorpi
monoclonali umanizzati (rhuMab-F25, o "omalizumab). Questi anticorpi diminuiscono
il livello di Ige libere, il numero dei recettori per Ige, e il livello di istamina
liberata dall'attivazione recettoriale.
Ma il quadro assai complesso che abbiamo davanti ci fa progettare strategie
contro la iperreattivita' bronchiale, l'ipersecrezione di muco, l'infiammazione
con infiltrazione di eosinofili, l'iperplasia delle cellule basali, l'aumento
della matrice extracellulare con deposizione di collageno.
Infine le ricerche devono continuare anche verso i meccanismi della sensibilizzazione
allergica, i rapporti tra genotipo e ambiente e l'azione di agenti infettivi.
Tra qualche anno il vecchio salbutamolo, o il fluticasone saranno riservati
a un numero probabilmente molto ridotto di pazienti.