Focus
on
GPwSI: medico di famiglia
con interessi clinici speciali
di Monica Di Sisto
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nome è di quelli non facili da ricordare e nasce
in Inghilterra: parliamo del General Practitioner with Special
Interests (GPwSI), che tradurremo come medico di famiglia
con interessi clinici speciali. Un medico di famiglia,
cioè, che oltre a svolgere le funzioni tradizionali
del suo ruolo, ha anche un particolare interesse (e quindi
competenze) in unaltra disciplina, normalmente di
area clinica. Un nuovo profilo che fa discutere i medici
AIMEF, generando un interessante dibattito su eventuali
opportunità e limiti professionali. |
Il
GPwSI, nuova figura che viene da oltremanica, è un medico
di famiglia che ha maturato un particolare interesse in aree
cliniche cui afferiscono le patologie a più alta prevalenza/morbilità/mortalità
quali larea cardiovascolare, respiratoria, reumatologico-ortopedica,
dermatologica, che mette a disposizione dellutenza delle
PCT (Primary Care Trust, equivalenti ai nostri ambiti distrettuali).
Di questo nuovo profilo si è cominciato a dibattere nelle
riviste mediche darea anglosassone prima del 2000, come
possibile soluzione per affrontare il problema delle persone
affette da malattie croniche, che necessitavano, dunque, di
un approccio di particolare tecnicalità, ma anche di
maggiore accessibilità e diffusione dei servizi sul territorio
adeguati alla crescita delle cronicità. È per
questo che il Sistema sanitario inglese, il NHS, nel 2000 ha
previsto la convenzione di un numero iniziale di 1.000 GPwSI,
con la previsione di arrivare a coinvolgere fino a 4.500 Mmg
che sul territorio dimostravano di avere speciali interessi,
per esempio, in otorinolaringoiatria, dermatologia, oftalmologia.
Lesperienza si è fatta strada in area anglosassone,
soprattutto sotto il traino e i buoni risultati ottenuti rispetto
ad alcuni ambiti (patologie respiratorie, dermatologiche, ecc.),
e si è diffusa con sperimentazioni fino in Australia.
Oggi la discussione su tale profilo professionale approda in
Italia, promossa in ambito AIMEF da Antonio Infantino, responsabile
del Dipartimento di Pneumologia AIMEF che da tempo ne sta monitorando
e studiando in particolare gli aspetti dellambito respiratorio
(GPwSI in Respiratory Medicine). La constatazione è semplice:
quando la politica comincia a interessarsi di figure professionali
nuove, o interpretate, è opportuno che la professione
le approfondisca e ci rifletta. Anche in Italia, infatti, qualcosa
si muove su questo versante: laccordo integrativo regionale
per la medicina generale in Veneto ha introdotto, nellambito
delle UTAP e dellassistenza domiciliare, la possibilità
per le aziende di avvalersi di prestazioni di primo livello
relative ad alcune specialità conivolgendo il Mmg, con
speciale vocazione (M.D. 2006; 9: 8), mutuando un
po il modello inglese.
È arrivato, forse, il momento di approfondire la discussione
in ambito professionale, per capire insieme opportunità
e problematiche legate allintroduzione nel sistema italiano
delle cure primarie di una figura come il GPwSI.
La mancata espressione delle Società scientifiche
sullargomento - sostiene Antonio Infantino - considerando
laffiorare in Italia di esperienze spontanee, favorirebbe
il delinearsi di una figura non riconosciuta e quindi priva
di dignità propria e di categoria. Ognuno deve fare la
sua parte: le Società scientifiche, delineando la figura
del GPwSI nel contesto del Ssn, per ruolo, ambito di azione,
limiti, curriculum e criteri per laccreditamento e la
formazione. I sindacati dovrebbero curarne gli aspetti normativi,
definendo compensi e modalità in base al ruolo attribuitogli.
Il confronto in ambito AIMEF è già acceso e M.D.
che ha ospitato in passato un intervento che verteva su questi
temi (G. Di Dio. Il medico di famiglia di secondo livello. M.D.
2004; 26:11), vuole fornire a tutti i suoi lettori un contributo
ulteriore per una riflessione e unelaborazione più
allargata e approfondita.
Il bisogno di salute e i GPwSI
Lanciando la discussione sul GPwSI allinterno di AIMEF,
Infantino ha riassunto in 9 punti il bisogno di GPwSI come figura
intermedia tra il medico di famiglia tradizionale e lo specialista
di secondo livello per una determinata area di interesse.
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La
consapevolezza che i modelli gestionali attuali non sfruttano
appieno il patrimonio culturale e/o di competenze (soprattutto
nellarea del saper fare, per esempio ecografie, spirometrie,
Ecg, endoscopie ecc.) che molti Mmg hanno (per esempio i diplomi
di specializzazione o anche la pratica della materia per particolari
bisogni clinici del territorio in cui opera).
-
La
consapevolezza che non tutti i Mmg possono affrontare al meglio
determinate patologie che tuttavia a certi stadi sono ancora
troppo semplici, ma anche troppo diffuse, per quelli che nel
Sistema sanitario inglese sono definiti consultant
(i medici specialisti di ospedali e cliniche dedicate).
-
La
consapevolezza che lesecuzione di visite periodiche
strutturate (quelle che un GPwSI potrebbe organizzare come
medicina diniziativa) migliora i risultati clinici.
-
La
possibilità di intercettare una cospicua
percentuale di patologia ancora sul territorio, e ridurre
così il carico delle richieste di visita che grava
sugli specialisti, il carico di lavoro in assoluto degli specialisti,
e quindi le richieste improprie e le liste dattesa.
-
La
possibilità di implementare le diagnosi precoci.
-
La
possibilità di de-localizzare i servizi
quanto più vicino possibile al cittadino, sfruttando
laggregazione dei medici e quindi dei pazienti intorno
alle forme associative (medicine di gruppo, UTAP).
-
La
gestione integrata fra assistenza primaria e secondaria, che
è efficace più dellassistenza secondaria
da sola e più economica.
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La
possibilità del GPwSI di fare da tutor
per certi aspetti ai colleghi Mmg.
-
La
possibilità di una riqualificazione professionale e
di carriera per il Mmg, che possa fare da traino allobiettivo
principale del riconoscimento accademico della disciplina.
Chi
può essere un GPwSI
Il Dipartimento Salute del Royal College of General Practitioners,
illustre società scientifica della medicina di famiglia
del Regno Unito, dallaprile 2002 ha elaborato uno schema
professionale orientativo per il GPwSI (oltre a numerosi core
curriculum per i diversi ambiti di speciale interesse),
fornendo precisi criteri di accreditamento che, comprensivi
delle successive revisioni, si possono riassumere in quattro
punti:
-
garantire
un ruolo di leadership e coordinamento nei servizi nellambito
delle cure primarie;
-
fornire
un servizio specialistico intermedio;
-
promuovere
leducazione e la formazione nellambito del proprio
speciale interesse;
-
continuare
a essere medico di famiglia.
La
maggior parte dei documenti di indirizzo fissano un numero ottimale
di prestazioni come GPwSI possibili per il medico di famiglia,
che, pur variando tra le differenti specialità, si attesta
intorno ai 9-10 pazienti visitati a settimana, traducibili in
420-500 consulti lanno.
Sempre secondo il Royal College, il rapporto convenzionale con
il GPwSI deve specificare:
-
le
attività principali e le competenze richieste al GPwSI;
-
il
profilo del paziente-tipo cui assicurerà il proprio
servizio, comprensivo di fascia detà, sintomi,
severità, frequenza e incidenza dei casi minimi e
le motivazioni necessarie per riferirsi al GPwSI;
-
le
strumentazioni e i supporti in presenza dei quali si possa
fornire questo servizio;
-
i
percorsi e gli strumenti di governo clinico, di trasparenza
e di monitoraggio del servizio, inclusivi di collegamenti
interdisciplinari;
-
i
livelli retributivi.
La
determinazione di questi cinque punti, secondo il Royal College,
deve prevedere il forte coinvolgimento delle organizzazioni di
rappresentanza della categoria.
I rischi evitabili
Le esperienze in corso hanno mostrato anche alcuni limiti nellimplementazione
della figura del GPwSI, che in Italia potrebbero essere già
considerati nel dibattito preliminare, con lobiettivo di
mirare bene la proposta, che sarà comunque oggetto di un
percorso.
In un articolo dello scorso anno pubblicato sul Medical Journal
of Australia (2005; 183: 84-86) gli autori puntano il dito sul
rischio frammentazione del servizio di base. Con una
ricerca sulle inserzioni dei Mmg negli elenchi del telefono di
Brisbane e Sydney, i ricercatori hanno rilevato che su 513 medici
segnalati ben 143 inserzioni facevano riferimento a speciali servizi
offerti, tra i quali i più comuni erano medicina del viaggiatore,
salute infantile, salute femminile, medicina del lavoro e dermatologia.
Una dispersione di opportunità, che secondo gli esperti
australiani può essere evitata lavorando con energia sulla
qualità dellaccreditamento, sul lavoro di cura e
regia dei servizi sul territorio, ponendo un forte accento sul
monitoraggio del bisogno di salute e della risposta corrispondente.
In Inghilterra, inoltre, laccesso a un approccio specialistico
attraverso il GPwSI non si è rivelato più economico
rispetto allaccesso diretto al servizio specialistico ospedaliero,
ma piuttosto del 75% più caro (BMJ 2005; 331:1448-49).
Questo perché in Inghilterra nelle cliniche ospedaliere
possono operare anche i
junior hospital staff, specialisti allinizio
di carriera che hanno un trattamento economico di gran lunga inferiore
ai GPwSI.
In Italia questo rischio non si potrebbe correre, perché
non sussisterebbe questa forte sperequazione economica e si potrebbe
beneficiare invece del vantaggio, universalmente riconosciuto
alla nuova figura: quello di portare i servizi più vicino
ai pazienti incidendo positivamente sulla riduzione delle visite
improprie, delle liste dattesa alle cure specialistiche
per molte categorie di pazienti, e sulla congestione dei servizi
ospedalieri.
AIMEF: il dibattito
La proposta di confronto professionale originata in AIMEF da Antonio
Infantino ha suscitato un ampio fiorire di posizioni nelle liste
di discussione interne.
Il presidente della Società scientifica Giacomo Tritto
sottolinea che listituzione allinterno della società
dei Dipartimenti tematici ha anticipato in qualche modo
e favorito la nascita in AIMEF dei GPwSI, cioè di colleghi
medici di famiglia con interessi specifici in alcune aree strategiche
della medicina di famiglia (cardiologia, pneumologia, dermatologia,
ecc.). E la realtà regionale chiede ai Mmg un nuovo
impegno: A Bari la ASL BA/04 dove lavoro - spiega Tritto
- già da tre anni, con lentrata in vigore degli accordi
regionali, ci ha fatto richiesta come Mmg specialisti di dare
la disponibilità a prestare la nostra consulenza come specialisti
nellADI, con retribuzione a prestazione e con tariffa pari
a quella specialistica. Se nel prossimo accordo regionale o aziendale
venissero riconosciuti i GPwSI, non solo per lADI, ma anche
come attività ambulatoriale a prestazione, certamente si
ridurrebbero le liste di attesa.
Vincenzo Contursi, responsabile del Dipartimento di Cardiologia
AIMEF, ha sottolineato che il GPwSI riguarda un bisogno
assistenziale emergente, che caratterizzerà sempre più
lo scenario sanitario futuro nel mondo e rispetto al quale i Governi,
e le Società scientifiche specialistiche, sono già
alla ricerca di risposte. Fa lesempio del cardiologo
che rimane tale, pur avendo special interest in elettrofisiologia,
piuttosto che in ecocardiografia.
Se il paradigma biopsicosociale rimane il fondamento della
nostra Disciplina, le competenze biomediche e gestionali devono
sapersi adeguare alla domanda di salute. Si tratterebbe ora di
collocare la attività dei Dipartimenti AIMEF in un contesto
scientifico internazionale e darsi obiettivi e strategie comuni,
in risposta alle necessità emergenti.
Carla Marzo, del consiglio direttivo AIMEF, sostiene che se
AIMEF ha come mission quella di lavorare sui contenuti scientifici,
allarea della competenza del singolo che definisce ciò
che egli è capace di fare in termini di conoscenza, abilità,
attitudine, va aggiunta larea della capacità, ovvero
la capacità di ognuno di adattarsi ai cambiamenti, di generare
nuove conoscenze e di migliorare la propria performance. La figura
del GPwSI si inserirebbe in questo contesto.
Massimo Bisconcin, vicepresidente AIMEF e responsabile del dipartimento
Ricerca, non è convinto del perfetto parallelo: I
Mmg che si impegnano nelle attività dei dipartimenti con
speciali interessi, in AIMEF, come nelle altre Società
scientifiche, sono già dei GPwSI e il teorico rischio educativo,
formativo e culturale a lungo termine dellintroduzione di
una figura come quella del GPwSI è quello di specializzare
le specializzazioni, perdendo ancora una volta loccasione
dellunità.
Cè anche un altro rischio, più pratico: se
le Asl generalizzeranno ai Mmg la richiesta di fare lo specialista
o meglio di fare lo specialistino, ciò accadrà
perché converrà a qualche gestore di fondi. È
chiaro che il singolo avrà unoccasione in più,
ma non certo la medicina di famiglia.
È strategico, sostiene Bisconcin, in questo momento
in cui i decisori politici si trovano nella necessità di
ammettere le speciali competenze dei Mmg nella gestione della
domanda di salute nei territori, di concentrare le nostre energie
per lintroduzione della medicina di famiglia nel curriculum
accademico, come disciplina autonoma e di per sé specialistica.
E secondo Bisconcin, la figura del GPwSI non è disciplinare
perché non è un bisogno della disciplina, ma un
bisogno del sistema. Si tratta di dare vita ad un artifizio contrattuale,
pur valido nella singola realtà, ma privo di valore concettuale.
Tra un decennio - prevede - i Mmg con specialità spariranno
(per età anagrafica) e il re resterà ancora nudo,
ma con tutti i guai disciplinari e sopratutto formativi che questo
comporta. A meno che non si aprano le specialità come un
tempo, ma sarebbe come darsi nuovamente la zappa sui piedi.
Carmela Zotta responsabile del Dipartimento di Reumatologia AIMEF
lancia il cuore oltre lostacolo: Coordinando il dipartimento
di Reumatologia - spiega - il mio impegno è quello di trasferire
ai miei colleghi, Mmg esperti di altri argomenti, le informazioni,
gli strumenti, le novità in campo reumatologico al fine
di arricchire il loro patrimonio culturale globale e professionale
che possa servire quotidianamente. Lo stesso mi aspetto dagli
altri colleghi degli altri dipartimenti. Il mio modo di vedere
la MdF è unicistico e il fatto che io sia reumatologo non
vuol dire che sono medico di famiglia reumatologo, ma è
una ricchezza personale che utilizzo in privato, oppure metto
al servizio di altri colleghi. Se da più parti ci si aspetta
il medico di famiglia specialista in... ossia la parcellizzazione
della medicina di famiglia, non importa se e quale specializzazione
abbiamo, dobbiamo al contrario come Mmg riappropriarci dello spazio
che ci meritiamo con molta autorevolezza nel panorama sanitario
europeo, con tutte le nostre peculiarità e differenze rispetto
agli altri.
Lauspicio è che la discussione sia ampliata, dopo
il Congresso Nazionale AIMEF di Abano, anche da un confronto politico,
economico e sindacale, oltre che scientifico, nellambito
delle diverse specialità, prima fra tutte la medicina di
famiglia.
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