a cura del Dott. Franco Carnesalli



Drug Therapy for Prehypertension Questioned
Mitka M- JAMA, December 20, 2006 -Vol 296, No. 23;2788

Alcuni ricercatori si interrogano su uno studio recente che è fattibile usare un trattamento farmacologico per ridurre il rischio che i pazienti con preipertensione progrediscano verso l'ipertensione. In quello studio, Trial of Preventing Hypertension (TROPHY), i partecipanti sono stato assegnati a caso per ricevere un bloccante del recettore dell'angio-tensina II, il candesartan o placebo per 2 anni. A tutti i pazienti e' stato poi dato placebo per ulteriori 2 anni. (Julius S e coll. N Engl J Med. 2006;354: 1685-1697). Al termine di 2 anni, c'era una maggiore riduzione di pazienti giunti alla ipertensione nel gruppo di candesartan, paragonato con quelli del gruppo placebo. A 4 anni, il numero di partecipanti giunti all'ipertensione nel gruppo di candesartan era soltanto un po' più piccolo di quello del gruppo placebo.
Gli autori hanno concluso che il trattamento della preipertensione appare fattibile. Lo studio è stato sovvenzionato, ovviamente, da un contributo di AstraZeneca.
Ma altri ricercatori discutono in un paio di editoriali pubblicati nel numero di novembre dello American Journal of Hypertension (Persell S and Baker DW.AmJ Hypertens.2006;19:1095-1097) sul fatto che lo studio è stato mal condotto e che la conclusione inganna.
Il dibattito emergente su come meglio trattare la preipertensione ha delle implicazioni di sanità pubblica enormi.
70 milioni di individui negli Stati Uniti possono essere definiti come preipertesi (generalmente definiti cosi' per una PA sistolica tra 120- 139 millimetro Hg o una diastolica di 80-89mmHg), la cui maggioranza puo'progredire all'iperten-sione, un fattore di rischio riconosciuto per la cardiopatia ischemica, l'ictus e la nefropatia.
Le linee guida attuali per la preipertensione raccomandano di modificare il modo di vivere, con perdita di peso, esercizio fisico e restrizione di sodio. Ma poiche' l'aderenza alla modifiche dello stile di vita per evitare l'ipertensione è gene-ralmente scarsa, lo studio TROPHY afferma che, usando bloccante dell'angiotensina II si potrebbe evitare o ritardare l'inizio dell'ipertensione.
La critica dello studio di Persell e coll riguardano sia la definizione insolita di ipertensione, sia l'end point primario.
Persell afferma che i participanti nel gruppo placebo potevano essere più predisposti all'ipertensione, o che avessero una ipertensione mascherata.
Altri ricercatori (Meltzer JI. Sono J Hypertens. 2006;19:1098-1100) affermano che apparentemente Julius interpreta i loro dati in una luce irrealisticamente favorevole, che ha ignorato i criteri per valutare i risultati che gli autori stessi avevano stabilito all'inizio dello studio.
Questi risultati mostrerebbero che candesartan maschera soltanto l'ipertensione (che diventerebbe apparente una volta che il farmaco viene sospeso) o la smaschera lentamente. Quindi sono del parere che la prevenzione di ipertensione non è fattibile. C'e' stata una risposta su un editoriale successivo in cui Julius difende le sue conclusioni, in attesa di dimostrare che la complicanze della preipertensione-ipertensione sono prevenute.
Il dibattito e' quindi ancora aperto.

Commento: Quando si pensa che 70 milioni di individui negli Stati Uniti possano andare incontro a ipertensione, si puo' immaginare quante confezioni di Candesartan siano necessarie per evitare che cio' accada e quanto Astra Zeneca possa trarne vantaggio.
Lecito e' dunque dubitare dei dati dello studio TROPHY e pretendere ulteriori verifiche, eseguendo le debite considerazioni.
Non dobbiamo liquidare la modifica dello stile di vita (stress, calo di peso, dieta iposodica ecc) come poco attuabile, anzi occorre incrementare l'impegno a convincere ed educare i nostri pazienti di questa necessita'.
Non e' pensabile trattare milioni di persone che non collaborano per impedire che divengano ipertesi.
Occorre eventualmente identificare quali di questi pazienti hanno fattori di rischio genetici o familiari o patologici e concentrarsi su questi, qualificando meglio le risorse e evitando l'ennesimo scandalo per eccesso di prescrizione.