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cura del Dott. Franco Carnesalli

Effects
of continuing or stopping alendronate after 5 years of treatment:
the Fracture Intervention Trial Long-term Extension (FLEX): a randomized
trial
Black
e coll - Department of Epidemiology and Biostatistics, University
of California, San Francisco, USA.
JAMA. 2006 Dec 27;296(24):2927-38
La
durata ottimale di trattamento in donne con osteoporosi postmenopausale
è incerta. L'obbiettivo e' quello di paragonare gli effetti
di un trattamento con alendronato dopo 5 anni vs i 10 anni.
Lo studio randomizzato in doppio cieco e' stato condotto in 10 centri
americani clinici che hanno partecipato alla raccolta dei casi.
1999 donne in postmenopausa sono state scelte per la terapia con alendronato
o placebo per 5 anni.
L'alendronato, 5 mg/d era assunto da 329 donne, i 10 mg/d da 333 donne,
il placebo da 437 per 5 anni (1998-2003).
La misura di efficacia principale era la BMD del femore, la secondaria
era la BMD di altre localizzazioni. Una delle misure di risultato
era l'incidenza di frattura.
Paragonando la continuazione dell'alendronato con la sostituzione
con placebo per 5 anni è risul-
tato un declino in BMD al femore (-2.4%; 95% intervallo di fiducia
[CI], -2,9% a -1.8%; P <.001) e al rachide (-3.7%; 95% CI, -4,5%
a -3.0%; P <.001), ma i livelli medi sono rimasti all'altezza di
quelli precedenti.
Allo stesso modo, quelle donne che hanno interrotto l'alendronato
hanno aumentato gli indici di rimodellamento osseo in confronto a
quelle che hanno hanno continuato il farmaco: 55,6%
(P<.001) per il C-telopeptide di tipo 1 , 59,5% (P <. 001) per
il n - propeptide di tipo 1 , e 28,1% (P<.001) per la fosfatasi
alcalina isoenzima osseo, ma dopo 5 anni senza la terapia, i livelli
degli indici sono rimasti un poco al di sotto dell'inizio trattamento.
Dopo 5 anni, comunque, il rischio cumulativo di fratture non vertebrali
(RR, 1,00; 95% CI, 0.76-1.32) non era considerevolmente diverso tra
il continuare la terapia (19%) ed l'interromperla (18.9%). Fra quelle
che hanno continuato, c'e' un rischio considerevolmente più
basso di fratture vertebrali clinicamente riconosciute (5,3% per il
placebo e 2,4% per l'alendronate; RR, 0,45; 95% CI, 0.24-0.85) ma
nessuna riduzione significativa nelle fratture morfometriche vertebrali
(11,3% per il placebo e 9,8% per l'alendronato; RR, 0,86; 95% CI,
0.60-1.22). Un piccolo campione di 18 biopsie ossee non ha mostrato
alcuna anormalità qualitativa, con il rimaneggiamento osseo
visto in tutti gli esemplari.
Le donne dunque che hanno interrotto l'alendronate dopo 5 anni hanno
mostrato un declino moderato in BMD e un progressivo innalzamento
dei marcatori osse, ma non un maggior rischio di frattura per le fratture
cliniche vertebrali paragonate con quelle che hanno continuato l'alendronato.
Questi risultati suggeriscono che per molte donne, l'interruzione
di alendronato dopo 5 anni non appare considerevolmente aumentare
il rischio di frattura. Comunque, le donne con rischio molto alto
di fratture possono continuare oltre i 5 anni.
Commento:
Questo
lavoro ci da' indicazioni sulla durata della terapia profilattica
dell'osteoporosi a rischio aumentato con alendronato. Solo in casi
particolari di deterioramento osseo particolarmente marcato e' utile
proseguire con il farmaco per tempi piu' lunghi.
Utile e' puntualizzare questa posologia innanzi tutto per seguire
terapie dimostrate efficaci, per evitare terapie inutili, per evitare
potenziali effetti collaterali, e non ultimo per non sprecare risorse.
E non ci devono ingannare le terapie settimanali o addirittura mensili,
che sembrano rende piu' banale questo trattamento.