a
cura del Dott. Franco Carnesalli

Natriuretic-Peptide
Assay May Be Prognostic in Stable Coronary Heart Disease
Bibbins-Domingo
e coll - Università di California in San Francisco
JAMA. 2007;297:169-176
La
misura del frammento amminico terminale del peptide natriuretico cerebrale
(n-BNP) può aggiungere informazioni utili alla valutazione
del rischio standard in persone con cardiopatia coronaria stabile.
La ricerca potrebbe aiutare i medici dimostrando che il test del peptide
natriuretico e' un mezzo di pronto soccorso per la stratificazione
della diagnosi e del rischio di pazienti con sintomi acuti e un test
più a lungo termine in pazienti con malattia cardiaca cronica.
Questa e' la conclusione e del presente studio.
Nell'analisi di 987 pazienti seguiti per una media di 3,7 anni, il
gruppo ha visto che i tassi di mortalità per ogni causa e la
frequenza di eventi clinici si riducono nettamente con BNP in crescita.
Gli aumenti erano indipendenti da esami di laboratorio, fattori di
rischio clinici, gli indici ecocardiografici.
Il rapporto di rischio corretto con il decesso o qualunque avvenimento
cardiovascolare per i pazienti con i livelli di BNP NT nel più
alto quartile e' 3,4 (95% intervallo di fiducia [CI], 1,7 - 6,9),
para-gonato con i pazienti nel primo quartile. Un rapporto significativo
diretto tra gli eventi cardiovascolari ed il BNP è stato anche
osservato fra i soggetti con una frazione di espulsione di ventricolare
sinistra (LVEF) di più di 50% (95% CI, 1,7 - 2,4), un LVEF
di 50% o meno ( 95% CI, 1,2 - 2,7). Le scoperte suggeriscono che il
test BNP può identificare i pazienti a rischio aumentato per
eventi cardiovascolari, ma che non hanno segni di disfunzione sistolica
o diastolica sinistra all'ecocardiogramma, che è soprattutto
considerato efficace a stratificare di rischio per il problema cardiaco.
Percio' usando tutti i test insieme, potremmo avere una guida appropriata
per scegliere le terapie aggressive mediche e chirurgiche in questi
pazienti ad alto rischio.
Commento:
Anche
se il N-BNP e' uno strumento suggestivo per distinguere una patologia
cardiaca o respiratoria, e valutare la prognosi nelle cardiopatie
croniche, probabilmente non utilizzeremo mai tale accertamento nella
pratica quotidiana. E' comunque utile saper quali metodi possono venire
usati in UTIC o in Rianimazione per un uso clinico.
Sicuramente ci sara' qualche specialista cardiologo che lo consigliera'
a qualche paziente ambulatoriale e di cui ci chiedera' l'impegnativa.
Ma sara' un uso improprio dell'esame.
A meno che non emergano nuove dimostrazioni di applicabilita' in patologie
piu' semplici.