a
cura del Dott. Franco Carnesalli

Type
2 Diabetes Linked to Mild Cognitive Impairment
A.
Luchsinger - Columbia University Medical Center in New York
Arch Neurol. 2007;64:570-575
Questo
studio longitudinale dimostra che soggetti con diabete tipo 2 hanno
un rischio anamnestico considerevolmente aumentato paragonati con
casi controllo senza diabete
di deterioramento cognitivo moderato, una condizione riconosciuta
come uno stato transitorio tra malattia funzionale e morbo di Alzheimer.
Tale forma di diabete era dimostrata a più alto rischio di demenza
anche dopo aver controllato i fattori di rischio cardiovascolari e
per ictus, il che suggerisce che l'associazione tra demenza anamnesticamente
riportata e diabete è indipendente dalla malattia cerebrovascolare.
Viceversa gli autori sostengono che l'associazione tra diabete
e forme non riportate nellčanamnesi sono diminuite e diventate insignificante
dopo la regolazione dei fattori di rischio vascolari e per ictus.
Questi dati suggeriscono una relazione tra malattia cerebrovasculare, deterioramento psichico e diabete.
Lo studio ha incluso 918 individui con piuč di 65 anni senza deterioramento psichico o senza demenza
all'ingresso dello studio che risiedevano a Manhattan.
I dati di base includono un'intervista personale sulla salute generale,
seguita da una valutazione standard, una anamnesi medica, un esame
fisico ed esami neurologici,
con test neuropsicologici, raccolti tra il č93 e il 94.Il follow
up eč stato in media di 6,1 anni e i participanti allo studio erano
valutati ogni 18 mesi fino al 2003. Durante questo periodo 334 individui
hanno sviluppato deterioramento cerebrale, 160 casi riferiti dal paziente
e 174 casi rilevati dai test. Lčanalisi multivariata ha rivelato che
il diabete era riferito a un più alto rischio per deterioramento mentale
per ogni causa anche dopo correzione per l'età, il sesso, il gruppo
etnico, il livello culturale, l'apolipoproteina E (APOE), l'ipertensione,
il livello di colesterolo e di lipoproteine LDL, la cardiopatia ischemica,lčictus
e il fumo.
Per quanto riguarda il deterioramento non riferito, il diabete di
tipo 2 è diventato insignificante dopo i dovuti
correttivi con i fattori di rischio.
Il rischio di deterioramento mentale attribuibile al diabete era lč8,8%
per il campione intero, lč8,4% per le persone afroamericane, lč11,0%
per i soggetti ispaniche, e il 4,6% per i soggetti di razza bianca,
riflettendo le differenze nella prevalenza di diabete in
base al gruppo etnico. I meccanismi possibili che potrebbero spiegare
la relazione tra diabete
di tipo 2 e deterioramento psichico potrebbe essere rappresenato dall'accumulo
di amiloide. Lčiperinsulinemia, che può precedere o accompagnare il
diabete, potrebbe alterare la dissoluzione di amiloide nellčencefalo
degradando l'enzima deputato. Un altro meccanismo potenziale potrebbe essere
la formazione di prodotti avanzati di glicosilazione. È anche possibile che il diabete potrebbe
essere un fattore di rischio per le forme non riferite di deterioramento
psichico a causa della malattia cerebrovascolare.
Commento:
Questo studio conferma
lčatteso deterioramento cerebrale e quindi psico-intellettivo nei
pazienti diabetici. Spesso si parla di arteriosclerosi, ischemia,trombosi.
Ma le alterazioni circolatorie e metaboliche provocano anche
un deterioramento neurone-cettoriale e cellulare che giustifica
anomalie non anatomiche ma funzionali, come avviene con lčalcool,
il fumo, i farmaci che possono provocare demenza.
E queste alterazioni intellettive possono deteriorare i comportamenti
e la qualitač di vita dei nostri pazienti diabetici, giač fortemente
provati dalla patologia.
Eč un aspetto aggiuntivo e un motivo in piuč per controllare molto
attentamente le alterazioni metaboliche rilevate.