a cura del Dott. Franco Carnesalli



Chondroitin of Little Benefit for Osteoarthritis
Dr. Peter Juni, from the University of Bern in Switzerland
Ann Intern Med 2007;146:580-590,611-612

Dati ottenuti da una metanalisi di diversi triaLs clinici suggeriscono che l'uso del condroitinsolfato come supplemento fornisce poco o nullo sollievo sintomatico per l'osteoartrite del ginocchio o dell’anca. L'uso di condroitinsolfato dovrebbe essere scoraggiato per i pazienti con osteoartrite avanzata e per quelli con malattia molto lieve.Il suo uso dovrebbe essere limitato a situazioni cliniche chiare.
La metanalisi comprende 20 studi con 3846 pazienti, identificati attraverso una ricerca su MEDLINE. Un alto grado di eterogeneità è stato notato tra le prove. Gli autori hanno trovato che i benefici apparenti di condroitinsolfato sono stato fortemente limitati a studi con metodologia povera, con numeri di pazienti piccoli e con una selezione non chiara. Quando l'analisi è stato limitata ai tre studi meglio disegnati col più grande campione tra gli studi prescelti (40% di tutti i pazienti), il condroitinsolfato non ha offerto praticamente alcun sollievo al dolore articolare. Mentre non e’ particolarmente efficace, l'uso di condroitinsolfato non è apparso essere dannoso, secondo una metanalisi di 12 degli studi.
L’autore commenta che malgrado le scoperte attuali, molti pazienti sono convinti che i i lavori forse sono influenzati dall’effetto placebo. Aggiunge, che siccome il suo uso sembra essere sicuro, e se i pazienti dicono che traggono giovamento dal condroitinsolfato, non si vede impedimento a incoraggiarli a continuare l’assunzione finché percepiscono un beneficio.

Commento: Dalla metanalisi emerge che se il condroitinsolfato non fa male, forse fa bene ai pazienti, perche’ a loro sembra dare beneficio. Quindi e’ consigliabile il suo uso.
Non ci sembra una riflessione molto scientifica.
Come non e’ opportuno eseguire lunghi periodi con FANS o Coxib, cosi non sembra opportuno eseguire terapie di cui non esiste evidente beneficio.
Come gia’ detto in altro articolo (Ibuprofen may boost chance…) esistono altri metodi piu’ efficaci e meno dannosi, accompagnati certo da qualche breve ciclo di FANS o, se sufficiente, di paracetamolo.
A proposito del condroitinsolfato e della sua efficacia, proponiamo il parere di una collega reumatologa, la d.ssa Zotta, Responsabile del Dipartimento di Reumatologia di AIMEF.

Commento del Reumatologo: La cartilagine articolare è un materiale vivo e dinamico in quanto è costantemente demolita e rimpiazzata in un costante equilibrio fra la distruzione del vecchio tessuto (attraverso la sintesi di enzimi da parte dei condrociti) e la sintesi di uno nuovo. Quando viene distrutta più velocemente rispetto al tempo impiegato dall' organismo a sostituirla si sviluppa l'osteoartrite con un maggior richiamo di acqua all’interno della matrice, che rende la cartilagine meno resistente, limitando la sua normale funzione protettiva. Questo processo progredisce inesorabilmente, indebolendo sempre più l’articolazione e causando danni irreparabili col passare degli anni (OA primarie). 

Condroitin Solfato

E’ il glicosaminoglicano presente in maggior quantità all’interno delle cartilagini. La sua funzione fondamentale nella cartilagine è quella di formare i legami con le fibrille di collagene stimolando la riparazione delle cartilagini danneggiate. È stato dimostrato anche un effetto inibitorio nei confronti degli enzimi (collagenasi ed elastasi) presenti nel liquido sinoviale e responsabili della degradazione della cartilagine. La sua produzione all’interno della cartilagine diminuisce nel corso degli anni.
Molti studi pubblicati recentemente riportano che, in seguito a somministrazione per via orale di questo principio attivo, i pazienti hanno riscontrato una riduzione del dolore (leggera attività antinfiammatoria) nel caso di malattia lieve o moderata, parallelamente ad un calo nel consumo di farmaci antinfiammatori o altri antidolorifici. Poiché la quantità assorbita in seguito all’assunzione per via orale è di circa il 20% del totale, la riduzione del dolore potrebbe essere attribuita principalmente ad un effetto placebo.
L'impiego di questa terapia potrebbe quindi essere presa in considerazione nei pazienti con artrosi lieve e dolore di modesta entità, in cui esiste una controindicazione all’impiego di FANS orali; nei pazienti in politerapia per ridurre il consumo degli altri farmaci antidolorifici essendo priva di effetti collaterali e come terapia di supporto nel tentativo di riparare la cartilagine danneggiata nei casi di artrosi iniziali.
Bisogna tuttavia tener presente la compliance dei pazienti in quanto si tratta di terapia a totale carico dell’assistito e, non assicurando effetti terapeutici risolutivi, potrebbe incontrare il loro dissenso. Sta al medico selezionare i casi in cui la terapia potrebbe portare seri benefici.
Si può prendere, invece, in considerazione un nuovo prodotto in cui al condroitin solfato è associata la glucosamina che insieme hanno un sinergismo d'azione più efficace del condroitin solfato da solo e con un costo inferiore del prodotto già esistente. Con questa associazione i dati mostrano un controllo più efficace anche sul dolore di moderata entità.

Dottoressa Carmela Zotta
Responsabile Nazionale Dipartimento di Reumatologia Aimef