a
cura del Dott. Franco Carnesalli

High Pretreatment PSA Velocity Predicts Worse Outcome
Anthony D'Amico - Boston's Brigham and Women's Hospital
CANCER, July 1, 2007
Il predittore più significativo di cancro alla prostata aggressivo è un elevato aumento del tasso del PSA. Questo studio ha dimostrato che un tasso pre-trattamento di aumento di PSA, chiamato “velocita’” di PSA, di più di 2 ng/ml/l'anno era fortemente suggestivo di un alto rischio di morte per cancro alla prostata. La velocità di PSA elevata e’ un fattore più forte, prognosticamente dubbio, di qualunque altro indicatore ad alto-rischio, come un punteggio di Gleason alla biopsia maggiore di 7, un livello di PSA di 10 ng/ml o una stato di malattia avanzata. Il cancro alla prostata potrebbe essere diagnosticato in più di 200.000 uomini americani negli Stati Uniti quest'anno e causare più di 27.000 decessi, la causa principale di morte di cancro dopo cancro al polmone. La maggior parte dei tumori sono lenti e asintomatici, e la malattia riguarda principalmente uomini sopra i 50 anni. Di conseguenza, la maggior parte degli uomini diagnosticati con cancro alla prostata muore per altre cause. Comunque, in un sottoinsieme significativo di pazienti con cancro alla prostata, il cancro sarà aggressivo ed abbastanza veloce per causare morbosità e la morte. Identificare questi soggetti è critico per ridurre le morti da cancro alla prostata. I ricercatori hanno identificato diversi indicatori con buon potenziale per identificare i pazienti ad alto rischio ed i vari algoritmi sviluppati, usando fattori come le caratteristiche microscopiche del tumore (cioè, il punteggio di Gleason), le dimensioni, l’estensione della malattia, e la posizione della lesione, per determinare la prognosi. Comunque, le tendenze recenti suggeriscono che questi fattori non sono gli indicatori piu’ efficaci. La velocità di PSA sembrerebbe essere un buon indicatore prognostico. Gli studi suggeriscono che la velocità di PSA di più di 2 ng/ml/anno suggerisce fortemente che la malattia sia aggressiva. Capire il suo significato il trattamento, partico-larmente in relazione agli altri fattori di rischio, è utile a identificare pazienti ad alto rischio. Gli autori hanno caratterizzato la velocità di PSA nella mortalità per cancro alla prostata dopo il trattamento con prostatectomia radicale (RP) o terapia radiante (RT) in 948 uomini con cancro alla prostata che hanno avuto un o più fattori di alto rischio. Essi hanno rilevato che il fattore più importante e prognostico era la velocità di PSA. Come atteso, gli uomini che hanno avuto fattori di rischio multipli sono morti della loro malattia molto prima di quelli con un fattore. Gli uomini che hanno subito il trattamento con RP o RT, 44% e 28%, hanno avuto la velocità di PSA di pretrattamento di> 2 ng/ml/anno come loro solo fattore di alto rischio. Di quegli uomini deceduti con soltanto un fattore di alto rischio, l’88% dei pazienti trattati con RP e l’80% dei pazienti trattati con RT hanno avuto le velocità di PSA in pretrattamento di> 2 ng/ml/anno. Nell’identificare quest'associazione, gli autori fanno notare anche che altri studi hanno trovato che la mortalita’ aumenta con gli aumenti di velocità di PSA. Questo suggerisce che le ricerche dovrebbero dimostrare meglio come usare le velocità di PSA per valutare il rischio negli uomini con malattia localizzata.
Commento:
Anche noi Medici di Famiglia dobbiamo abituarci a considerare il PSA-velocity come indice di aggressività della neoplasia prostatica. Valutando i dati di laboratorio negli anni possiamo verificare una certa tendenza all’aumento, pur se sotto i 4 ng/ml. E questa situazione e’ gia da tenere sotto controllo. Se poi il valore supera i 4 ng/ml i tempi si accorciano e ogni aumento ci induce a sospettare lo sviluppo di una neoplasia. E’ opportuno allora l’invio rapido all’urologo per una ecografia tranrettale con biopsia. Questa e’ una delle situazioni che nella routine dei controlli di laboratorio di routine spesso “noiosamente” richiesti dai pazienti possono essere stimolo a una medicina fortemente preventiva per la neoplasia prostatica.