a cura del Dott. Franco Carnesalli



Heart Failure Patients Who Stop Digoxin May Risk Hospitalization
Ali Ahmed - University of Alabama at Birmingham
Am J Cardiol 2007;100:280-284


I risultati di questo studio suggeriscono che c'è un'associazione tra l'interruzione della terapia con digoxina a lungo termine ed un aumento dei ricoveri in ospedale nei pazienti ambulatoriali col cardiopatia cronic, che ricevono anche inibitori di enzima di conversione dell’angiotensina e diuretico.
I ricercatori hanno valutato l'effetto dell’interruzione di digoxina sulla mortalità e sui ricoveri ospedalieri durante un periodo medio di 39,7 mesi di follow-up fra i participanti dell’Investigazione. Di un totale di 3365 soggetti con digoxina all'ingresso dello studio, la metà ha interrotto il farmaco, mentre l'altra metà ha continuato il trattamento, mantenendo le concentrazioni seriche basse.
L'interruzione della digossina causa un aumento significativo dei ricoveri ospedalieri per ogni causa (p <0,0001) e per  problemi cardiaci (p <0,0001). L'interruzione di Digossina non ha avuto effetto invece sulla mortalità per ogni causa.
Viceversa, un'associazione era osservata tra la continuazione di digossina alle concentrazioni seriche basse ed una riduzione nella mortalità per ogni causa (p = 0,002), di ricoveri ospedalieri per ogni causa (p = 0,001), e per  problemi cardiaci (p <0,0001). Il beneficio di mortalità della digossina digoxin potrebbe essere dovuto alla modulazione neurormo-
nale del farmaco, che sono mediate attraverso la inibizione dell'enzima della trifosfatasi dell’adenosina  nei tessuti non cardiaci.
Non e’ noto se esiste anche un vantaggio d parte della riduzione della frequenza cardiaca.

Commento: Anche se la digitale ha piu’ di un secolo, come l’acido acetil-salicilico, non sembra invecchiare mai. E si cercano ancora gli effetti e i vantaggi. Pur avendo visto ridoto il suo campo di azione da parte di farmaci aritmici e isotropi ben piu’ potenti, si puo quasi dire che “se non fa bene, almeno non fa male” . Non e’ proprio cosi’ banale, ma e’ pur vero che i piccoli aggiustamenti che la digitale puo’ provocare nella frequenza cardiaca o in qualche leggera extrasistolia, quando altri antiaritmici sembrerebbero eccessivi, puo’ portare in aggiunta cio’ che gli autori del lavoro hanno statisticamente dimostrato: una minor “usura” del cuore e forse di altri tessuti, con una minor patologia generale e cardiaca e un minor numero di ricoveri ospedalieri. Inoltre ricordiamo l’uso nelle fibrillazioni atriali peraltro ben tollerate, dove non e’ pensabile un ripristino del ritmo sinusale o l’uso di farmaci piu’ potenti e con maggiori potenziali effetti collaterali.