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cura del Dott. Franco Carnesalli

Prosecutions for Prescribing Opioid Analgesics May Be on the Rise
Aaron M. Gilson - Federation of State Medical Boards and the Wisconsin Pain and Policy Studies Group
J Pain 2007;8:682-691
Un'indagine americana di un gruppo di esperti statali suggerisce che, mentre molti credono che l'uso prolungato di analgesici oppioidi sia necessario per combattere il dolore severo cronico, un numero sempre più elevato di medici sono adesso indagati per aver sovra-prescritto questi agenti.
Tre indagini sono state avviate per valutare tra i medici nel 1991, 1997, e 2004 di calibrare i loro atteggiamenti verso la prescrizione di agenti oppioidi per il controllo del dolore.
I risultati dalle tre indagini suggeriscono che i medici, comprendendo meglio la gestione del dolore e considerando soprattutto la specificita’ e la legalità di prescrizione prolungata degli oppioidi, hanno migliorato il loro uso negli anni.
I dati indicano anche che i passi avanti sono stato fatti negli ultimi 15 anni.
In particolare, le associazioni mediche hanno adottato delle linee guida e delle linea di condotta disegnate per guidare i medici nell'uso di analgesici oppioidi.
Le associazioni mediche ed i loro membri hanno riconosciuto la necessita’ clinica e la possibilita’ terapeutica di aumentare il controllo del dolore come un problema di sanità pubblica, e hanno tentato di comunicare questo ai professionisti.
Ora sembra debbano metterli in guardia dal rischio di una eccessiva sorveglianza regolattrice, ma hanno anche l'opportunità per impegnarsi in uno scambio positivo di informazioni con le autorita’ per ottimizzare l’uso.
Commento: Da qualche tempo giungono messaggi stimolanti l’uso di farmaci analgesici oppioidi nella pratica clinica, con velate o meno velate accuse di pigrizia prescrittiva da parte dei Medici.
E’ stata semplificata la prescrizione con il passaggio da una ricetta complessa a una a ricalco meno impegnativa.
L’insistenza del Ministero della Salute e di altre Istituzioni governative sembrano piuttosto di parte, anche perche’, nonostante le semplificazioni, non e’ aumentata la prescrizione.
E’ stato proposto l’uso di certe terapie transdermiche per il dolore lombosciatalgico, poi e’ giunta una circolare ministeriale che raccomanda un uso oculato di tali prodotti.
Se il Medico di Famiglia si trova coinvolto in messaggi contrastanti, ha anche ragione ad essere perplesso.
Come al solito, vale il concetto di uso secondo scienza e coscienza.
E’ evidente che davanti a un paziente neoplastico nessuno si esime dall’uso del ricettari a ricalco.
Da gennaio pare (e oggigiorno non e’ sempre certo quel che si legge) che non sia piu’ necessaria la ricetta speciale per gli oppioidi.
Va pero’ detto che con la chemioterapie, la radioterapia e la chirurgia oncologica in atto in questi anni la sopravvivenza del paziente oncologico e’ molto aumentata. Le terapie palliative hanno acquisito un maggior peso e di queste terapie palliative fanno parte anche le terapie analgesiche.
Per quanto ci riguarda, ampia e’ la liberta’ di integrare la terapia antineoplastica con quella analgesica.
Quindi ne deriva che la nostra liberta’ nel curare il dolore cronico, soprattutto neoplastico, e’ massima, e non certo obbligatoria perche’ a livello centrale passa il messaggio che il paziente neoplastico necessita obbligatoriamente di analgesici oppioidi. Inoltre sono disponibili farmaci analgesici per via orale assai potenti, che non richiedono prescrizioni speciali.