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cura del Dott. Franco Carnesalli

Cardiovascular Responses to Weight Management and Sibutramine in High-Risk Subjects: An Analysis From the SCOUT Trial
Christian Torp-Pedersen
Eur Heart J. 2007;28(23):2915-2923
Lo studio SCOUT è uno studio randomizzato, in doppio cieco sull’uso di sibutramina contro placebo, oltre alla terapia standard, per la gestione del peso, nei soggetti obesi con un rischio aumentato di malattia cardiovascolare. Lo studio ha avuto un iniziale periodo di 6 settimane con sibutramine più la gestione di peso.
Un totale di 10.742 soggetti ha ricevuto il trattamento nel periodo iniziale; il 97% aveva una malattia cardiovascolare, l’88% ipertensione e l’84% diabete tipo 2.
Il peso corporeo e’ diminuito (valore medio 2,2 kg); la circonferenza-vita era ridotta di 2 cm, la pressione sistolica è scesa d1 3,0 mmHg e la diastolica di 1,0 mmHg.
La frequenza cardiaca e’ aumentata di 1,5 b. p. m. Tutte le variazioni erano statisticamente significative (P < 0.001). L’incremento di PA e frequenza di 10 mmHg erano osservate nel 4,7 e 3,5% dei soggetti, rispettivamente. Quindici soggetti (0.1%) sono deceduti; 10 morti erano attribuite a una causa cardiovascolare, equivalenti a 1,2 e 0,8 morti per 100 anni di esposizione, rispettivamente.
Il trattamento di 6 settimane con sibutramine appare essere efficace, tollerabile e sicuro in questa popolazione ad alto rischio, per cui la sibutramine è di solito controindicata.
L'Obesità è un problema di in aumento e associato a disordini cardiovascolari e mortalità prematura. Le linee guida internazionali raccomandano la perdita di peso come il primo passo nella gestione del rischio cardiovascolare, ma il tasso di perdita di peso nei pazienti con malattia precedente cardiovascolare è controverso, come derivato dai dati epidemiologici. La maggior parte dei pazienti ha difficoltà nella gestione del peso e nel mantenere la perdita con la dieta e l’esercizio fisico da soli.
Commento: Come accade per le diete personalizzate ipocaloriche, spesso si ha l’effetto positivo finche’ la dieta viene condotta correttamente, e se e’ prevista una lunga dieta di mantenimento, che permetta di abiruarsi a un modo di alimentarsi corretto, oltre naturalmente a un costante esercizio fisico, cosi’ anche con la sibutramina, non deve passare il messaggio che il farmaco “guarisce” l’obesita’.
Comunque il counselling con il paziente deve costituire lo schema di base, come avviene del resto nella cessazione del fumop di sigaretta. Quindi, teniamo presente la sicurezza della sibutramina anche nei pazienti cardiopatici o ipertesi, ma ricordiamoci il nostro impegno e il nostro tempo dedicato a questo tipo di pazienti.