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cura del Dott. Franco Carnesalli

Outpatient Use of Anticoagulants, Rate-Controlling Drugs, and Antiarrhythmic Drugs for Atrial Fibrillation
Nancy M. Allen LaPointe,
Am Heart J. 2007;154(5):893-898
Le prime linee guida cliniche per la gestione della fibrillatione atriale (AF) sono state pubblicate nel 2001. Abbiamo studiato l'uso di anticoagulanti e di antiaritmici nei pazienti con AF durante i 4 anni seguenti la pubblicazione di queste linee guida.
Sono state controllate le menzioni di warfarin, digossina, diltiazem, verapamil, e delle classi di antiaritmici I e III classe fatte dai medici americani nella primary care durante le visite a pazienti con AF, tra l’ottobre 1999 e il settembre 2003, utilizzando il IMS Health National Disease and Therapeutic Index.
E’ stato registrato l'uso di farmaci, l'età paziente, il sesso e la specialità di medico e sono state valutate le tendenze in uso durante il periodo di studio.
La Warfarina era menzionata in una media del 37% di tutte le visite con AF nel periodo di osservazione, con nessuno cambiamento statisticamente significativo nel tempo. La Digossina era il farmaco piu’ menzionato nel 23% pazienti, seguite da un 11% di beta-bloccanti e da un 8% dei calcioantagonisti.
Durante lo studio, le citazioni di digossina sono diminuite considerevolmente, quelle di antiaritmici in una media del 12% di pazienti, con nessuno cambiamento significativo nel tempo.
Le tendenze osservate nell’uso di diossina e di antiaritmici di classe I a erano compatibili con le raccomandazioni evidence based. Comunque, soltanto un terzo di visite di pazienti con AF ha incluso menzione di warfarina, anche fra i pazienti piu’ anziani. Questi risultati indicano il bisogno di un’educazione continua e di interventi, considerando soprattutto la prevenzione del’ictus, nei pazienti con AF.
Commento: Da anni si parla di terapia della fibrillazione striale e prevenzione antitrombotica.
Relativamente limitato era l’uso dell’anticoagulante negli anni scorsi, e le linee guida nuove non hanno granche’ modificato l’atteggiamento, come si consiglia di controllare la frequenza cardiaca e non di ripristinare il ritmo sinusale e non cresce invece l’uso della diossina e degli antiaritmici. Evidentemente non e’ sufficientemente sentita la necessita’ di prevenire ictus e embolia.
Sono evidentemente necessarie attivita’ di aggiornamento e divulgazione presso i Medici per migliorino il loro atteggiamentoe soprattutto e’ necessario un maggior coraggio nell’uso dei farmaci, che evidentemente suggeriscono ancora molto timore e prudenza. La possibilita’ di demandare ai centri ematologici la gestione dell’INR, libera tempo del Medico che non intende impegnarsi piu’ di tanto, ma offre un’opportunita’ di prevenzione efficace per il paziente.