a cura del Dott. Franco Carnesalli



Increased Risk of Heart Attack or Stroke for Patients Who Are Resistant to Aspirin
British Medical Journal – 17 Gennaio 2008


I pazienti resistenti all’aspirina hanno quattro volte maggiori probabilita’ di subire un attacco di cuore, un ictus o anche morire per una condizione cardiaca preesistente.
I pazienti che sono etichettati come "aspirina resistenti" hanno le piastrine che non rispondono nello stesso modo all’effetto antiaggregante, cosi’ come avviene in quelli di pazienti che sono sensibili al farmaco, pazienti definiti percio’ "aspirina sensibili".
Attualmente non c’e’ un metodo certo per determinare se un paziente e’ sensibile o resistente, essendo questo meccanismo ancora centro di studi e di controversie.
Pochi studi hanno valutato se la resistenza all’aspirina ha qualche impatto sul risultato clinico. Così gli autori di questo studio canadese hanno eseguito una revisione di tutti i dati disponibili per capire meglio il rapporto tra le due condizioni.
Gli autori hanno identificato 20 studi, coinvolgendo 2.930 pazienti con malattia cardiovascolare, e a tutti era stata prescritta l'aspirina come una mezzo per evitare che si formassero emboli nel sangue. Il 28% e’ stato classificato come “aspirina resistenti”.
E’ stato definito che tutti i pazienti resistenti all’aspirina, senza badare alla loro condizione clinica, erano a rischio maggiore di soffrire di un attacco cardiaco, un ictus o anche morte improvvisa. In particolare hanno confermato che il 39% di pazienti aspirina resistenti paragonati al 16% di pazienti aspirina sensibili hanno sofferto di un qualche episodio di incidente cardiovascolare.
Anche somministrando altri farmaci antiaggreganti, come Clopidogrel o Tirofiban, non hanno mostrato alcun beneficio in questi pazienti.
Gli autori concludono che c’e’ bisogno di ulteriori studi sulla resistenza all’aspirina e di identificare il test più utile per determinare la condizione.
La resistenza e’ un'entità biologica che dovrebbe essere considerata quando l'aspirina viene raccomandata come terapia di antiaggregante.

Commento: E’ questo un aspetto ancora poco conosciuto dai Medici: ed e’ tragicamente deludente che si prescriva un farmaco a pazienti che sono resistenti ad esso, e cio’ senza poterlo determinare preventivamente.
Le percentuali ritrovate sono piuttosto importanti e confermano la necessita’ di maggiori studi per scoprire un modo per identificare le due classi di pazienti.
Per ora speriamo che la nostra prescrizione vada a un paziente sensibile.