a cura del Dott. Franco Carnesalli



Cholinesterase Inhibitor Therapy Has Limited Effect on Dementia, But Could Be a Brain Aid for Some Vascular Subcortical Subtypes
Dichgans di Martin - Neurology, University of Muenchen, Muenchen, Germany
February 22 issue of The Lancet Neurology


I pazienti studiati in questo lavoro e affetti da demenza vascolare trattati con donepezil, un inibitore della colinesterasi, non hanno avuto miglioramenti nella funzione cognitiva, ma alcuni hanno eseguito meglio i test che misurano la funzione esecutiva.
Il trial era disegnato per testare l'efficacia di inibitori della colinesterasi per il trattamento di una forma genetica di demenza vascolare ischemica subcorticale, perché le prove recenti hanno mostrato che questa classe di farmaci offre effettivamente un beneficio significativo sulla cognizione nei pazienti con demenza vascolare.
Lo studio randomizzato e in doppio cieco e’ iniziato nel gennaio 2005 e ha incluso 86 pazienti con un'età media di 55 anni. I pazienti erano trattati con un regime di 18 settimane di donepezil 5 mg al di’ per le prime 6 settimane e 10 mg al di’ per le successive 12 settimane. Un gruppo di controllo di 82 pazienti ha ricevuto il placebo. La capacità cognitiva era testata con il Mini-Mental (MMSE), con il Trail Making Test (TMT) A e B , il Vascular-Alzheimer's Disease Assessment Scale - Cognitive subscale (V-ADAS-cog), e l’Executive Interview Test (Exit-25).
Per essere inclusi nella prova, i pazienti hanno dovuto avere un punteggio di MMSE da 10 a 27 ed un punteggio di B-TEMPO DI TMT che era 1,5 sotto la deviazione standard media.
Le caratteristiche alla base line erano simili nei 2 gruppi, con 80% di pazienti che ha una storia di stroke colpo o TIA. Inoltre, c'erano più maschi nel gruppo del placebo (61%) paragonati col gruppo del donepezil (46%).
L’end point primario era il miglioramento alla base line alla 18° settimana.
Non c’erano differenze significative nel test V-ADAS tra i due gruppi di trattamento, ma c'erano delle differenze significative nel tempo di TMT B (P =. 005), TMT UN tempo (P =. 01).
Il tempo medio per completare il TMT B test era 105 secondi nei pazienti trattati contro 166 secondi nel gruppo placebo. I pazienti trattati con donepezil hanno avuto più alti tassi di risposta dei pazienti con placebo (78% v 75%) a 18 settimane.
Il farmaco e’ stato ben tollerato, con i tassi eventi avversi del 7,3% nel gruppo placebo e 10,5% nel gruppo del donepezil.
Gli effetti vantaggiosi mostrati su punteggio TMT B e gli altri test sono di grande interesse, perché significa che c'è un dato anatomico e fisiopatologico per spiegare gli effetti vantaggiosi sul danno vascolare cognitivo subcorticale.

Commento: In Italia da tempo viene usato il dopenezil per la terapia del morbo di Alzheimer. L’efficacia che possiamo verificare nei nostri pazienti e’ assai variabile a seconda del momento di inizio della terapia, della gravita’ del quadro vascolare o meno. Comunque molti altri farmaci per contrastare questa grave malattia neurodege-nerativa non ne esistono. E da qualche tempo si nota l’estensione di tale terapia anche in pazienti con gravi forme degenerative vascolari.
Essendo necessario il Piano Terapeutico la nostra responsabilita’ e’ relativa nel caso di non precisa diagnosi di Morbo di Alzheimer, ma non e’ nelle indicazioni
del farmaco questa seconda patologia.
Queste evidenze, pur se limitate, vanno a confermare che qualche beneficio i pazienti possono trarlo. Se saranno disponibili maggiori casistiche che confermeranno questo effetto positive, e’ probabile che l’uso del farmaco aumentera’, con notevoli aumenti pero’ dei costi sanitari.