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cura del Dott. Franco Carnesalli

Diuretics
for heart failure
Faris
R, et al.-Saudi Arabia
The Cochrane Database of Systematic Reviews 2006, Issue 1.
Questa rewiew dimostra che i diuretici riducono il rischio
di morte, di deterioramento dell'apparato cardiovascolare e inoltre
migliora la resistenza dei cardiopatici in scompenso cardiaco.
Da numerosi piccoli studi emerge che i diuretici, riducendo l'eccesso
di liquidi, sono utili in asso- ciazione ad altre molecule per trattare
lo scompenso. Sono stati raccolti 525 pz (eta' media 59 aa) da 14
studi randomizzati e clinici, sette comparando i diuretici con placebo
e sette con altri farmaci cardiovascolari.
Gli studi riguardano tre tipi di diuretici: tiazidici,risparmiatori
di potassio dell'ansa e la furosemide.
Gli autori hanno stimato che ben 80 decessi nosono stati evitati ogni
mille pz trattati. Alcuni sostengono che pero' i diuretici, pur essendo
efficaci e di basso costo, presentano discreti problemi ed effetti
collaterali, come deplezione elettrolitica, che puo' interferire con
il corretto battito cardiaco. Puo' insorgere inoltre danno renale
e perfino insufficienza renale.
E' necessario quindi scegliere il dosaggio minimo efficace per ridurre
sintomi soggettivi ed obiettivi, minimizzando gli effetti negativi.
E' evidente inoltre la rapidita' di effetto dei diuretici, mentre
non sempre e' subito evidente l'effetto di deplezione potassica o
danno renale.
L'autore sottolinea che molti degli studi analizzati sono piccoli,
con dosi variabili di diuretico e con diuretici diversi. Sarebbe necessario
un ampio studio a lungo termineno con dosaggio determinato per una
piu' scien- tifica dimostrazione. Un recente studio pubblicato sull'American
Journal of Cardiology in soggetti ipertesi, ha dimo- strato un notevole
beneficio sulla mortalita' nello scompenso cardiaco, a fronte di un
rischio lieve- mente aumentato di insorgenza di diabete mellito.
Commento:
Lo studio retrospettivo e' decisamente mal condotto. Mi sembra pero'
confermare delle conclusioni gia' ipotizzate da altri studi e balzate
alla ribalta con lo studio ALLHAT.
Gli studi significativi sono quasi tutti eseguiti utilizzando le note
molecole di punta (e di moda...).
Nessuno si prende la briga di eseguire una studio con diuretici che
costano pochi euro, e che co- munque vengo impiegati a piene mani.
Certamente le conclusioni sembrano entusiasmanti.
Credo comunque che non si giungera' mai alla conclusione che si ³devono²
usare i diuretici per ridurre la mortalita'no nello scompenso, ma
che si ³possono² utilizzare in prima battuta, integrando eventualmente
la terapia con altri farmaci in caso di ipertensione, diabete grave,
insufficienza renale o altri effetti collaterali. Come al solito la
terapia puo' essere un cocktail di varie molecole, da scegliere in
base ai singoli quadri clinici.