a cura del Dott. Franco Carnesalli


Solitary Colorectal Liver Metastatic ResectionDetermines Outcome
Aloia TA e\coll
Archives of Surgery 2006; 141:460-467

La resezione epatica e la terapia ablative con radiofrequenza sono state proposte come trattamenti equivalenti per le metastasi epatiche da carcinoma del colon.
L'analisi di statistiche retrospettive in un centro oncologico territoriale in pazienti affetti da tale complicanza e' sta eseguita su 180 soggetti portatori di metastasi isolata. 150 hanno subito resezione con radiofrequenza, 30 con chirurgia tradizionale. La dimensione del tumore e il trattamento eseguito hanno determinato la recidiva o la sopravvivenza.
Dopo radiofrequenza c'e' stata una evidente minor recidiva (5%) che dopo resezione chirurgica (37%). Anche l'intervallo libero e' stato piu' lungo (92% contro 60%), con una maggiore sopravvivenza (66% vs 97%). I pazienti con neoplasia di piccole dimensioni hanno poi mostrato una sopravvivenza del 72% vs 18% della resezione chirurgica.
E' stata cosi' dimostrata la superiorita' della resezione con radiofrequenza in confronto con quella chirurgica nella metastasi isolata del fegato i carcinoma del colonretto. Ovviamente e' indispensabile l'invio a un centro qualificato, la diagnosi precoce e una corretta e rapida stadiazione.


Commento: Ovviamente la decisione di quale metodica scegliere non e' nelle nostre competenze.
E' nelle nostre competenze l'effettuazione di un corretto screening nei nostri pazienti a rischio elevato (poliposi familiare, neoplasie familiari, poliposi del colon ecc) e meno elevato (coliti croniche, eta' superiore ai 50-55 aa, anomalie dell'alvo ecc).
Dopo la diagnosi, l'invio al centro oncologico migliore deve essere immediato, possibilmente restando a disposizione del collega oncologo per tutto cio' che concerne l'anamnesi, la gestione della diagnostica e la collaborazione del paziente e della famiglia.
Questa opzione terapeutica deve essere conosciuta per poter esprimere un parere in caso di quesito dal parte del paziente o dei familiari, o come stimolo al collega specialista, per esercitare un sano rapporto reciproco nel processo decisionale.