a
cura del Dott. Franco Carnesalli

Complaints
About Memory Are Associated With Alzheimer-Related Brain Damage
Lisa
L. Barnes e coll - Rush University Medical Center, Chicago, Il,
USA
November 2006 - Neurology
I ricercatori hanno studiato l'associazione tra i problemi di
memoria riferiti dai partecipanti allo studio ed i segni di malattia
trovata nei loro cervelli dopo la morte. Lo studio ha valutato
le autopsie di anziani oltre i 90 anni del Progetto Invecchiamento
del Rush Center.Lo studio ha incluso
Sia i partecipanti diagnosticati con la malattia dell'Alzheimer (23),
sia quelli che non hanno mostrato segni clinici della malattia (67).
Gli individui che dovevano avere ancora sintomi clinici di malattia
dell'Alzheimer hanno mostrato tuttavia un deficit mnemonico
marcato prima dell'insorgenza del m.di Alzheimer.
Queste informazioni possono consentirci di usare deficit di memoria
come una misura per intervenire in un punto precoce nel processo
di malattia.
Per misurare nei partecipanti i deficit mnemonici sono state proposte
due domande:
Quanto spesso lei ha difficoltà a ricordare le sue memorie?
Come e' la sua memoria adesso paragonata a 10 anni fa? I ricercatori
hanno combinato le risposte a queste due domande per creare una scala
di misurazione della gravita' dei deficit mnesici.
I ricercatori hanno poi paragonato questa scala ai livelli di danno
al cervello rivelato durante l'autopsia. Il danno ricercato era specificatamente
la quantita' di placche di amiloide nel cervello al momento del decesso.
Queste placche sono il tipo di danno maggiore in parte collegato
alla malattia dell'Alzheimer.
Lo studio mostra quei reclami di memoria dovrebbe essere seriamente
portato e dovrebbe essere visto non la parte come giusta del che l'invecchiando
processo. "Secondo me, è possibile per conservare la sua
memoria nell'età avanzata," i Capannoni detti. "La
perdita di memoria non è una conseguenza inevitabile di invecchiare."
Il punto importante dello studio era che le persone che non aveva
sviluppato la malattia di Alzheimer prima della morte, ma hanno lamentato
deficit importanti di memoria, hanno i realta' avuto già la
patologia dell'Alzheimer nei loro cervelli. Non sappiamo se potrebbero
avere sviluppato alla fine la malattia se fossero vissuti più
a lungo. I dati suggeriscono, comunque, che quei deficit potrebbero
essere un primo segno di malattia in alcuni di essi.
Commento:
Come
prevedibile e intuitivo, i limiti tra demenza genericamente intesa
e m.di Alzheimer iniziale sono assai labili.
Ognuno dei nostri anziani potrebbe essere un Alzheimer iniziale.
Qual'e' il risvolto pratico?
Nei pazienti dove lo neuropsichiatria individua un Alzheimer iniziale
(non certo con biopsia, ma con test psicointellettivi) e' possibile
utilizzare i nuovi ( e costosi ) farmaci idonei, con probabile rallentamento
della malattia. Non dobbiamo percio' etichettare i nostri dementi
come semplici dementi. Occorre invece predisporre il test
psicointelletivo onde definire lo stadio della malattia. Ovviamente
e' un impegno aggiuntivo nel nostro lavoro, che potremmo liquidare
con la scusa dell'eta', ma che oggi, con l'allungarsi della vita,
con la vitalita' e longevita' dei nostri pazienti, puo' valere la
pena di valutare meglio. Meglio un ricostituente in meno a un giovane
un po' disadattato, che una visita neurogeriatrica in meno a un anziano
un po' distratto.